7° Arte: #7 Il Mago di Oz – Il Sogno diventa Cinema

Film del 1939 diretto da Victor Fleming. Lo stesso regista di “Via col Vento” regala alla storia del cinema un altro grande classico. Il Mago di Oz (The Wizard of Oz) è la trasposizione del celebre romanzo fantastico di Frank Baum

Il cinema è da sempre stato un fantomatico arcobaleno. Nei sogni e nell’immaginario collettivo, al confine tra la realtà che si ferma sulle nuvole. Il Mago di Oz, nel 1939, rappresenta il sogno che finalmente diventa realtà, e per l’esattezza quel sogno diventa cinema.

Il fantasy, il musical, i media

Nei grandi pilastri della 7° Arte c’è sempre un’origine narrativa. Lo è stato Chaplin per la comicità all’epoca del bianco e nero. Poi è toccato a Nosferatu per l’approdo dell’horror, poi per Metropolis per l’avvento della fantascienza. Se Via col Vento aveva segnato la grandezza del cinema e di Hollywood, Il Mago di Oz (sempre diretto da Victor Fleming) ne è l’immediata conferma. I due film uscirono lo stesso anno contendendosi numerevoli premi Oscar. Se per le prove attoriali Via col Vento era una spanna superiore a qualunque altro film, Il Mago di Oz si contraddistingue per le canzoni che rallegrarono quello che era uno dei primi musical del cinema. Ma la musica non era l’unico elemento che questo film riecheggiava per la propria realizzazione. C’è anche un aspetto transmediale, come quello della trasposizione tra libro e cinema. Così come lo era stato per Via col Vento, innescando sempre più pellicole nel corso degli anni che prendessero spunti da un altro mezzo di comunicazione come la letteratura. Infine, il fantasy. La sospensione dell’incredulità che vola oltre le nuvole in un film che fa sognare Hollywood, trasformando il fantastico in realtà cinematografica.

Il coraggio, il cervello, il cuore

Tutto ciò con cui Il Mago di Oz è stato trasposto è tutto ciò che vediamo all’interno della pellicola. Un Road Movie verso i più grandi desideri nobili dell’uomo: il coraggio, il cervello, il cuore. Infine, la famiglia, l’amore e la propria casa. Ideali e volontà già espresse in Via col Vento con in quale Il Mago di Oz condivide tanti aspetti. Un romanzo che, un po’ come la Divina Commedia, ritrasportava in mondi fantastici personaggi e situazioni reali e al tempo della sua epoca. È scontato associare alla protagonista Dorothy quelli che sono i classici valori americani. Mentre La Città di Smeraldo è associabile alla città di Washington DC e il Palazzo del Mago alla Casa Bianca. Un film che ha segnato l’immaginario collettivo grazie alla coltivazione di una letteratura dolce ma allo stesso tempo simbolica e matura. Impressa nella storia della musica la celebre “..somewhere, over the rainbow..” grazie alla quale Il Mago di Oz ha trionfato agli Oscar come Miglior Canzone e Miglior Colonna Sonora.
Redazione ZON

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