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Agcom ha presentato la sua relazione annuale

Agcom: Italia ancora indietro rispetto al resto dell’Europa. Questa volta si parla di nuove tecnologie e di internet, secondo Agicom nel nostro Paese il 28% della popolazione non ha accesso ad internet

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Italia ancora indietro rispetto al resto dell’Europa, questa volta si parla di nuove tecnologie e di internet. Secondo Agicom, che ha diffuso la sua relazione annuale, nel nostro Paese il 28% della popolazione non ha accesso ad internet.

Un Paese sempre più vecchio, in cui quel 28% è formato da quelle persone che non sentono l’esigenza di questo tipo di tecnologia, che non si sentono da essa rappresentati. Secondo quanto si apprende dalla relazione, gli abbonati in Italia sono fermi al 5,4%, a fronte di un 30% di media negli altri Paesi, il tutto tenuto a galla dalla tecnologia mobile, che fornisce il collegamento ad internet e che, in base alla ricerca effettuata, costituirebbe il metodo di accesso favorito dagli utenti, non solo giovani, con un incremento nei ricavi di ben il 3,6% un guadagno, quello ricavato dal servizio dati, che supera ormai di gran lunga quello del traffico voce. Secondo la relazione di Agcom, una spinta ulteriore verso un adeguamento alle medie europee si potrebbe ottenere attraverso l’ingresso di Enel ne comparto della banda larga, ma l’agenzia ha assicurato che vigilerà sull’impatto concorrenziale che questo arrivo avrà sul settore.

Il nuovo volto della disuguaglianza

Il presidente della Camera Laura Boldrini afferma che il mancato accesso alla Rete di milioni di italiani “rappresenta il volto nuovo della disuguaglianza”. La pubblicità digitale regge il colpo della crisi, ma la tendenza resta comunque negativa, con un -1% rispetto allo scorso anno. Ma anche Angelo Cardani, presidente di AgCom, ospite alla Camera per la sua relazione, è estremamente critico nei confronti della legge sulla parità di accesso in televisione: “È una legge vecchia, nata in un contesto politico bipolare, quando la televisione era l’unica fonte di approvvigionamento di notizie e la rete Internet nemmeno contemplata. Ma soprattutto è una legge che non piace a nessuno, né a destra né a sinistra, eppure nessuno si assume la responsabilità politica di riformarla, salvo poi puntare il dito contro l’Autorità quando le inefficienze della legge vengono puntualmente a galla ad ogni tornata elettorale”.

Un adeguamento non facilmente realizzabile, considerando che negli ultimi anni si sono aggiunte nuove piattaforme di comunicazione, come la tv digitale terrestre, gratuita, che ha rosicchiato parecchio del comparto delle tv a pagamento come SKy, che comunque regge, e che non resisterebbe senza i diritti delle competizioni sportive. Anche su questo Agcom si è espressa negativamente chiedendo un adeguamento relativo alle norme dei diritti tv.

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