AIAC Campania a Pompei premia Vinicio e Canè



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AIAC Campania

La delegazione degli allenatori Campani (AIAC) si riunisce a Pompei, per esaminare il punto di arrivo e programmare quello di partenza

Venerdì, 4 dicembre 2015, presso il Mec Hotel di Pompei il Presidente dell’AIAC Campania, Sebastiano Scarfato, ha illustrato quanto fatto nella regione per la tutela e l’assistenza degli allenatori di calcio del territorio. Presenti alla riunione della delegazione, il Presidente Nazionale Renzo Ulivieri ed il Senatore della Repubblica, l’Avellinese Cosimo Sibilia. Dopo la presentazione di rito, il Presidente Scarfato ha calcato la mano sull’assenza delle strutture sportive e delle tante difficoltà che i suoi associati trovano sul proprio percorso.

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Luis Vinicio e il Pres. Scarfato dell’AIAC – Campania

Un percorso fatto con tanti sacrifici che solo una fortissima passione, verso lo sport calcio, riesce in parte ad alleviare. Interessantissimo, come sempre, l’intervento di Renzo Ulivieri che ha saputo rilasciare anche una nota colorita d’altri tempi quando anche in assenza di strutture importanti, sono riusciti a nascere tantissimi campioni che hanno fatto la storia del calcio Italiano.  Ha concluso poi così il suo intervento: “ Naturalmente il pallone no! …Quello non può mancare!”.

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La premiazione di Vinicio

Nel corso della sua disquisizione pur toccando tanti argomenti, si è soffermato sull’importanza, oggi più di ieri, degli allenatori dei settori giovanili. Essi non devono emulare i colleghi delle prime squadre, bensì devono seguire percorsi formativi ben delineati. Il fine ultimo di questi percorsi, non è l’esito finale della  singola gara, ma la crescita tecnica e mentale dei ragazzi. “Il vero fuoriclasse è colui che si mette anche a disposizione per la propria squadra!” Ha poi chiuso con un esempio matematico: “Il metro finale di giudizio di un tecnico può essere giudicato anche dal numero della propria squadra. Nel corso di un anno se un gruppo partito con diciotto elementi resta poi alla fine solo con quattordici elementi, ciò significa che qualcosa nel percorso non ha funzionato! Se, viceversa, questo numero è andato aumentando si può essere soddisfatti, consapevoli di aver ben operato avendo fatto nascere stimoli nuovi e concreti”.

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Faustinho Jarbas in arte Canè, premiato dall’AIAC

Di seguito è intervenuto Il Senatore Sibilia che ha voluto sottolineare la nuova normativa in materia di impiantistica sportiva. Ha poi fatto presente che non è solo il calcio a soffrire di questa deficienza. Tutti gli altri sport avvertono questa mancanza ed ecco perché qualcosa si è mosso ma solo a livello normativo perché poi alla fine si incontra sempre lo stesso ostacolo: la mancanza o l’assenza totale dei fondi.

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Sebastiano Scarfato e l’Avv. Salvatore Colonna

A conclusione, la folta platea di allenatori presenti nella sala convegni del Mec Hotel, ha potuto assistere alla premiazione di ospiti di eccezione. Premio speciale per uno dei primi allenatori innovativi del calcio Italiano: Luis Vinicio. Nel ringraziare, il tecnico di Belo Horizonte non è stato avaro nel raccontare belle memorie note a tutti ma sempre belle da riascoltare. Altro premio speciale per Faustinho Jarbas, in arte “Canè”. Anche Lui, dopo il ringraziamento all’AIAC Campania ha dato sfogo al racconto di tanti episodi vissuti soprattutto con la maglia del Napoli. Dall’alto delle sue oltre duecento presenze con la casacca azzurra, ha poi tenuto sottolineare che pur avendo dato tanto a questa società, non ha poi ricevuto egual riconoscenza.

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Pasquale D’Aniello, giornalista, nato a Sant’Antonio Abate in provincia di Napoli. Da sempre appassionato di calcio con alcune esperienze dilettantistiche sul campo e sulla panchina. Autore nel 2012 del Libro: "Scugnizzeria agli Albori di un Successo"​ e premiato a Gallipoli nel 2015 (Torneo Internazionale che assegna il Trofeo Caroli Hotels), quale miglior giornalista del calcio giovanile. L'approccio con il calcio giovanile dilettantistico e professionistico da qualche decennio, ha fatto maturare in me nuove convinzioni ed intravedere nuovi orizzonti. "​ Il calcio è educazione, è economia, è uno dei modi di essere società"​. Tutto questo mi ha portato ad essere un "Cronista del calcio giovanile Campano"​, con il fine ultimo di far comprendere che questo Sport deve essere una sana sfida per misurare l'estro calcistico e nulla ha, che possa riguardare il fanatismo e qualsiasi altra devianza che provoca rancore anche a pochi metri di distanza tra i vari campi di calcio. La fortuna poi, di incontrare tantissimi professionisti legati a questo mondo, ha fatto il resto...