Il MiBACT parla grillino. Il profilo dell’ormai Ministro Alberto Bonisoli



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Alberto Bonisoli è stato indicato da Lega e Movimento 5 Stelle per ricoprire il ruolo di Ministro dei Beni Culturali e del Turismo. Succede a Dario Franceschini

C’è un lungo percorso di formazione nel curriculum di Alberto Bonisoli, ormai prossimo ministro al dicastero per i Beni Culturali e del Turismo (che a questo punto non vedrà nessun scorporamento – come in un primo momento si pensava). A sceglierlo è stato principalmente Luigi Di Maio.

Il profilo è di certo idoneo alla carica indicata, poiché attualmente ricopre la carica di direttore della Nuova Accademia delle Belle Arti di Milano.

Classe 1961, di formazione bocconiana, avrà l’onere di non far rimpiangere un pezzo grosso della sinistra come Dario Franceschini, indicato come uno dei migliori ministri della squadra, prima di Renzi, poi di Gentiloni.

Di certo, l’indicazione che avrà avuto dal M5S, è quella di dare al Ministero un raggio d’azione più “tecnico” e votato alla progettualità.

Il curriculum

A Palazzo Chigi abbiamo visto curriculum gonfi e ministri dell’istruzione privi di laurea, ma la figura di Bonisoli pare rassicurante: competente e i numeri parlano per lui. Proveniente da Laureate International Universities, network americano per l’istruzione, che acquisì NABA e Domus Academy nel 2010 mantenendo la proprietà fino al 2017, è stato nominato direttore di NABA nel 2012.

Obiettivi

Nel contratto di governo alla voce “Cultura” si parlava di beni – quelli italiani – non sfruttati a dovere, nonostante siano il fiore all’occhiello del paese. Proprio per questo motivo Bonisoli aveva parlato, come possibile “primo compito in classe” di portare gli investimenti per il patrimonio culturale all’1% del PIL.

Insomma un manager al MiBACT, orientato più sulle tematiche della innovazione e dello sviluppo, aperto ad una collaborazione tra “le capacita’ del pubblico e le potenzialità del privato“.

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