Alabama: firmata legge sulla castrazione chimica



alabama
foto: pixabay

Lo stato dell’Alabama dice si alla castrazione chimica. A stabilirlo è la legge firmata dalla governatrice Kay Ivey che punisce chi ha abusato di minori di 13 anni

Alabama sigla un momento storico grazie all’approvazione della legge sulla castrazione chimica. Il testo della disciplina prevede che i condannati per reati sessuali inizino a spese proprie l’intervento. La castrazione deve avvenire un mese prima della scarcerazione e deve continuare finché non lo si ritenga necessario.

“La legge è un passo verso la protezione dei bambini in Alabama”, ha commentato Ivey con estremo orgoglio. In effetti questo provvedimento rappresenta un passo importante nel sistema legislativo dell’Alabama, il primo vero provvedimento a favore dei minori di 13 anni che a seguito di un abuso vanno incontro a conseguenze fisiche e psicologiche che possono compromettere l’intero corso della vita.

Sebbene l’abuso di minori sia un reato gravissimo, la castrazione chimica comporta una temporanea e non definitiva perdita di qualsivoglia stimolo sessuale. Nel momento in cui l’interessato interrompe il trattamento, gli effetti possono essere reversibili. Il processo consiste nella somministrazione di farmaci, tramite compresse o iniezione che vanno ad inibire l’appetito sessuale della persona. Per chi si sottopone ad un tipo di terapia del genere, è impossibile svolgere pratiche sessuali e la stessa psiche è influenzata dalla quasi totale assenza di stimoli.

In Italia il tema della castrazione chimica è stato portato avanti soprattutto dal vice premier e leader leghista Matteo Salvini. Una manovra preventiva nel quale il ministro sembrava credere tantissimo, trascinando con sé una ricca fetta di consensi. Tuttavia, in campagna elettorale Salvini ha incontrato il dissenso dei Pentastellati che hanno definito il procedimento una possibile arma di distruzione di massa.

 

Leggi anche