Pazienti salvati dall’allergia al veleno di imenottero: nessuno ne parla!



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Allergia al veleno di imenottero, una piaga che affligge molte persone e che in molti casi può portare alla morte: l’immunoterapia salvavita c’è, ma nessuno ne parla!

Sfogliando i quotidiani in questo periodo estivo molto spesso abbiamo letto storie agghiaccianti di persone decedute in seguito a punture di imenotteri (api, vespe, calabroni), eventi fatali che possono conseguire ad un’ allergia al veleno di questi insetti.

Quello che spesso non viene riportato dai quotidiani è l’enorme numero di persone risparmiate da questo tipo di evento spiacevole grazie all’immunoterapia specifica.

Presso l’unità operativa semplice dipartimentale di Allergologia ed Immunologia Clinica dell’A.O. Moscati di Avellino da anni viene eseguita la diagnostica allergologica dell’allergia al veleno di imenottero e sono decine i pazienti che ogni settimana praticano la somministrazione dei vaccini “antiallergici” capaci di rimodulare la risposta del sistema immunitario verso tale sostanza in maniera tale che non si sviluppi una reazione da ipersensibilità immediata.

Negli ultimi due mesi almeno 7 pazienti seguiti presso tale unità operativa per pregresse anafilassi da veleno di imenottero sono stati ripunti. In 6 casi questi pazienti hanno sviluppato sintomi lievi che non hanno necessitato del ricorso alla adrenalina auto-iniettabile (farmaco salvavita) o di un accesso al vicino pronto soccorso. Solamente in un caso si è verificato un evento avverso più severo che ha comportato il ricovero in una unità di rianimazione, ma l’evoluzione è stata ottimale.

Purtroppo la branca medica dell’allergologia è spesso considerata banale e “superflua” dalle istituzioni e dagli stessi medici (in particolare dai medici di base), per non parlare dei media i quali, in questo caso specifico, non informano abbastanza le persone che “morire” per una puntura di insetto è un evento evitabile. Non si considera il peso “epidemiologico” che ormai hanno le malattie allergiche e nemmeno i potenziali risvolti positivi che la pratica del medico specialista in allergologia può portare alla tutela della salute dei cittadini.

Per tali motivi, in un contesto di “tagli di spesa sanitaria”, sta accadendo che le strutture pubbliche sono ormai al collasso per le chiusure di ambulatori di allergologia e per la mancanza di personale qualificato, ciò porta ad un ingolfamento delle liste di attesa ed ad una conseguente mal-practice dei medici ancora in servizio i quali sono costretti a fare il minimo indispensabile. Spesso in quelle liste troviamo anche persone con asma bronchiale severo o che hanno bisogno di rinnovare prescrizioni di farmaci salvavita come l’adrenalina auto-iniettabile.

Cerchiamo di aiutare il paziente allergico, il quale non è affetto da un male minore, ed anche se lo fosse, il parametro da valutare è la qualità della vita.

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