Germania: Angela Merkel salva il Governo. Ma non l’Italia e l’Austria



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Angela Merkel ha trovato un accordo con Seehofer per respingere i migranti in altri Paesi. Il tutto a scapito di Italia ed Austria

Per ora, la crisi è scongiurata. La conferma del Trattato di Dublino ha fatto convergere Csu e Cdu, in Germania. Angela Merkel è salva, e resterà al Governo con l’appoggio di Seehofer, ministro dell’Interno che si era lamentato per le politiche migratorie tedesche.

L’esecutivo, infatti, minacciava di saltare a causa dei procedimenti avviati nelle ultime settimane proprio dalla stessa Cancelliera. “O fa un passo indietro o me ne vado.” aveva dichiarato Seehofer, poco prima dell’incontro decisivo di cinque lunghe ore. Incontro che si è svolto alla Konrad Adenauer Haus, la sede centrale della Union a Berlino.

Sotto la supervisione del presidente del Parlamento Tedesco Wolfgang Schauble, i due hanno negoziato fino a tarda notte per trovare una quadra. Alla fine il risultato raggiunto è stato positivo, e la crisi di Governo è stata scongiurata.

Ciò che non è stato reso noto, almeno a parole, è il modo in cui si è risolta la questione. L’accordo tra le due forze di Governo si fonda, infatti, su due agenti “esterni”, due paesi dell’Unione Europea che verrebbero fortemente penalizzati: Italia ed Austria. Il sostegno, almeno a parole, garantito poche settimane fa dallo stesso Ministro dell’Interno tedesco nei confronti del corrispettivo Matteo Salvini è destinato a crollare. L’immigrazione non è nel novero dei problemi tedeschi, anzi.

Cosa prevede il contratto

Questo nuovo contratto, però, cosa prevede nell’effettivo? Dopo il summit di pochi giorni fa, Seehofer aveva criticato aspramente la posizione di Angela Merkel. Non basterebbe, secondo lui, difendere le frontiere esterne della UE, come sancito dall’accordo. Il provvedimento da adottare sarebbe quello di restringere la libera circolazione all’interno dell’area di Schengen attraverso respingimenti forzati anche collettivi e attraverso azioni di polizia lungo tutte le frontiere tedesche.

I richiedenti asilo che si trovano sul suolo tedesco, ma che sono registrati già in altri paesi dell’Unione Europea o sono già stati espulsi, dovrebbero essere respinti. Questo ha messo alle strette la Merkel che, pur di restare al potere, ha dovuto accettare di buon grado questi provvedimenti.

A questo punto, la soluzione sembra essere trovata, anche se in extremis e con i dubbi dovuti ad elementi di grande criticità. In primis, il respingimento dei richiedenti asilo lungo il confine austriaco presuppone che questi vadano a carico dei Paesi che siano per loro competenti. Secondo Dublino, dunque, l’unica rotta migratoria rimasta scoperta è quella che porta dalla Libia all’Italia e alla Grecia.

In secondo luogo, non è da dare per scontata la disponibilità dell’Austria ad accogliere tutti i richiedenti asilo. Anzi, l’ipotesi resta altamente improbabile, laddove a governare è l’ultradestra, che ha pensieri molto affini a quelli del ministro dell’Interno italiano Matteo Salvini, in ambito immigratorio.

Si può oppure no?

Il contratto, al di là di tutto, non è ancora ufficiale. Resta, infatti, da vedere se tali accordi verranno accettati dalla terza componente del governo, ossia dalla Spd. E dal partito si levano già le prime critiche, mosse al contratto, giudicato poco chiaro e non molto “solare”.

La Cdu e la Csu ci devono ancora spiegare cosa intendono per “zone di transito”, così da permetterci di valutare se queste siano compatibili con il patto di Governo.” ha scritto su Twitter il deputato socialdemocratico Frank Schwabe.

Il partito socialdemocratico rischia, quindi, di diventare il vero e proprio ago della bilancia del Governo tedesco. L’asse della fiducia governativa, infatti, poggia tutto sul partito di Andrea Nahles, che non sembra essere disposta a scendere a patti con la cancelliera. Per ora, quindi, la situazione resta in stand-by.

Qualora anche la socialdemocrazia desse il suo benestare all’accordo, si entrerebbe sicuramente in una nuova fase europea. Angela Merkel, per accontentare Seehofer e la Nahles, accetterebbe di porre dei limiti alla libera circolazione interna delle persone scaricando la gestione dei richiedenti asilo respinti sulle spalle dell’Italia.

E Salvini cosa ne pensa?

D’altronde, la situazione non è ancora risolta, e minaccia di essere molto pericolosa anche per la stessa Germania. Se, infatti, l’accordo avesse esito positivo, il problema principale, il vero e proprio campanello d’allarme proverrebbe dalla stessa Italia. Matteo Salvini, infatti, sta remando nel senso opposto, pur di arginare il fenomeno immigratorio italiano.

La situazione degenererebbe ulteriormente, in quanto lo stesso Seehofer, solo poche settimane fa, aveva dato il suo benestare sulla condivisa necessità di combattere insieme l’immigrazione. Questo improvviso dietrofront, di sicuro, non farà bene all’immagine della cancelliera tedesca e dell’asse di Governo, e renderà entrambi ostaggio di attacchi duri da parte della forza antagonista principale: l’AfD.

Meuthen, infatti, è totalmente d’accordo con le politiche adottate da Salvini in Italia e dal Governo Orban in Ungheria. Non è escluso che, dopo questa nuova presa di posizione del Governo, il leader dell’ultradestra sfrutti la mossa della Merkel a suo vantaggio, attaccandosi all’immagine di un’Europa stabile ed equa che la sua avversaria non è riuscita a garantire.

Naturalmente, però, ciò comporterebbe l’ingresso in gioco dell’Austria. Il cancelliere tedesco Sebastian Kurz, però, ha già dichiarato di non voler cedere alle pressioni europee, e annuncia battaglia. La partita a scacchi si fa sempre più dura. E, mai come in questi giorni, non si sa effettivamente chi sarà a vincere.

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