Assad a Mosca: “L’operazione anti-ISIS è merito della Russia”



Nella giornata del 20 ottobre, Vladimir Putin ha incontrato il presidente siriano Bashar al Assad, al fine di elaborare nuovi piani strategici per la questione politica in Siria

Il leader di Damasco ha riconosciuto il ruolo chiave della Russia nella vicenda del proprio paese, esprimendo enorme gratitudine per il lavoro svolto dal governo e dall’esercito di Mosca nella lotta al terrorismo. Se, infatti, non fossero subentrate tali operazioni belliche, probabilmente ora l’Isis avrebbe conquistato buona parte del territorio siriano. Il Ministro della Difesa russo esprime il proprio compiacimento riguardo al miglioramento delle condizioni dell’esercito di Damasco, il quale è passato da una situazione di resistenza critica all’offensiva, arrivando a riconquistare una parte considerevole della Siria, sottratta al controllo dei miliziani dello Stato Islamico.

Assad
Assad a Mosca: “L’operazione anti-ISIS è merito della Russia”

Resta però un enigma: le sorti del governo siriano. È risaputo, infatti, che le leadership occidentali, (statunitense nello specifico), insistono affinché Bashar al Assad venga deposto. Un desiderio che rivela mal celati piani geopolitici per il rafforzamento della presenza atlantica (NATO) in Medio Oriente, nei cui confronti paesi come Russia, Cina e Iran non possono che nutrire sospetto. Se il presidente Assad rassegnasse le dimissioni, senza dubbio comparirebbero, fra i candidati alla presidenza, nuovi nomi graditi alla Casa Bianca e sgraditi a Mosca.

La Siria è un paese storicamente alleato della Russia, per cui un ribaltamento degli equilibri potrebbe generare nuove tensioni, oltre che un allargamento macroscopico dell’egemonia e del controllo economico occidentali in queste regioni. Vladimir Putin questo lo sa bene: da ciò, anche, deriva la decisione di intervenire contro lo Stato Islamico, il quale ha adoperato soluzioni militari anti-siriane e colpito obiettivi estremamente simili a quelli presi in considerazione dall’esercito americano.

Al fine di trovare un equilibrio momentaneo sulla scena geopolitica internazionale, è stato già stipulato un accordo aereo USA-Russia nel sorvolare i cieli di Damasco. Tuttavia, la Casa Bianca si dimostra intransigente sulla questione Assad, insistendo sulla “exit strategy” di 6 mesi per il leader. Quali saranno le sorti del governo siriano resta ancora un punto interrogativo.

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