Assistenti familiari Torino
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E’ stato firmato ieri, e sarà operativo dal primo Ottobre, il nuovo contratto nazionale del settore domestico per gli assistenti familiari: le principali novità

Il primo, importante cambiamento introdotto dal nuovo contratto nazionale del settore domestico, firmato ieri con l’intesa tra sindacati e associazioni datoriali e operativo dal primo Ottobre, è di natura linguistico culturale: “banditi” i termini colf, badante e baby-sitter ora tutti i lavoratori del settore domestico saranno individuati con la qualifica di assistenti familiari.

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Essi saranno individuati attraverso quattro livelli, i quali corrispondono a due fasce retributive diverse alla formazione delle quali contribuiscono non solo le conoscenze e le competenze dell’assunto rispetto alla mansione richiesta, ma anche il contesto in cui egli si trova ad operare, e quindi, per esempio,  se è un assistente familiare non convivente (per il quale le ore di lavoro stabilite settimanalmente  restano 40) o convivente che si prende cura di un altro essere umano (il cui contratto continua a prevedere 54 ore di lavoro settimanali oltre a ferie, giornate libere e permessi).

Una nuova figura

Novità introdotta dal rinnovato contratto nazionale per gli assistenti familiari, è la figura dell’assistente educatore formato, chiamato a coaduvare la famiglia di un disabile psichico o affetto da disturbi dell’apprendimento e relazionali.

Dal punto di vista economico, i vantaggi del nuovo contratto sono molteplici: si prevede infatti non solo la possibilità di accedere a un fondo di infortuni bilaterale, nel caso di datori di lavoro che abbiano necessità di sostituire un collaboratore o di assumerne di aggiuntivi (per assistenza continuativa giorno-notte) ma anche un superbonus per coloro che si prendono cura di un bambino al di sotto dei sei anni o di due anziani contemporaneamente.

Aumenta, infine, anche il minimo contrattuale: si parte da una base di 12 euro al mese. La somma corrisposta agli assistenti familiari conviventi, per esempio,  non potrà essere dunque inferiore agli 880 Euro.

Guardando ai dati, il comparto domestico occupa 860mila lavoratori regolari, la maggior parte dei quali donne immigrate, anche se il numero degli italiani sta aumentando nell’ultimo periodo. A questi andrebbe aggiunto almeno un altro milione e mezzo circa di lavoratori in nero assunti dalle famiglie italiane (dati pre-pandemia)

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