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Nella Repubblica Dominicana una mutazione genetica fa trasformare nella pubertà quelle che nascono bambine, in ragazzi

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Bambine che nascono col sesso femminile e che, alle soglie dell’adolescenza, diventano dei ragazzi. Nella Repubblica Dominicana è mistero su questo fenomeno che ha affascinato, e tutt’ora continua ad affascinare, molti scienziati.

Bambine
Bambine diventano ragazzi: è possibile

Nel Villaggio di Las Salinas almeno 1 neonato su 90 bambine sembra nascere con effettivi caratteri sessuali primari femminili, fino ad arrivare alla pubertà e sviluppare quelli secondari maschili. Diventano cioè maschi a tutti gli effetti, con conseguente cambiamento della voce, crescita dell’apparato muscolo-scheletrico ed addirittura dei  genitali maschili.

Il fenomeno dei guevedoces (pene a dodici anni) è stato, ed è tutt’ora, oggetto di interesse da parte di studiosi come quelli della  Facoltà di Medicina della Cornell University (New York). È stato studiato un campione di 24 uomini che inizialmente erano delle bambine, che avevano in comune la discendenza con un’unica donna chiamata Altagracia Carrasco, e sembrerebbe, dalla mappatura genetica, che da lei dipenda questa mutazione genetica.

L’endocrinologa Julianne- Imperato McGinely ha svolto una ricerca nel 1974, sulla quale si sono basati gli scienziati della Cornell Universitiy, che spiega lo svolgimento di questa anomalia: la mutazione è causata dalla mancanza di 5-a reduttasi, un enzima che cambia il testosterone in diidrotestosterone. Ciò causa una mancanza delle informazioni genetiche che permetterebbero la crescita dell’apparato genitale maschile, e dunque fino ai 12 anni circa quei ragazzi sono delle bambine.

Ad oggi esistono una ventina di questi casi. In America la BBC si è interessata in particolare a quello di Johnny, nato come Felicita. Fino allo sviluppo è stato cresciuto come una delle tante bambine della sua età, ma ha dichiarato che non si sentiva affatto una femmina. Non le piaceva indossare la gonna e amava giocare a calcio con i maschietti.

Molti di quelli che mutano sesso decidono di continuare la loro vita come eterosessuali, altri invece si sottopongono ad interventi per ritornare al loro sesso originale.

Per tutti quelli che nella nostra società pensano con orrore alla Teoria Gender (incriminata in verità come frode culturale) come una manipolazione, per coloro che sono disgustati dai transgender, per quelli che li vedono come mostri o perversi, questo articolo potrebbe far riflettere. Ciò dimostra che anche la natura è capace di far cambiare sesso a delle bambine, e quando viene acquisita la coscienza di se stessi non c’è nulla di depravato o strano nel seguirla.

Se vogliamo vederla in modo romantico, è l’anima che si sente prigioniera di un corpo che non le appartiene, che spinge a far ricercare all’individuo il senso della propria vita. E cosa c’è di sbagliato se il senso della vita non lo senti nella tua pelle ma in quella del genere opposto? Non è retorica buonista, ma la riprova del fatto che neppure la natura è infallibile. Ma l’istinto lo è.

E a coloro che credono di essere superiori ad essa sentenziando ciò che è bene e ciò che non lo è, intasati dalle costruzioni sociali be’, la natura dovrebbe cambiare non il sesso, ma il cervello.

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Classe 1987, ho frequentato l’Università degli Studi di Salerno, conseguendo la Laurea di Primo Livello in Sociologia. Ho ottenuto una certificazione di frequenza per il corso di addetto/responsabile Ufficio Stampa e ho partecipato a diversi concorsi letterari, tra cui quello dell'estate 2015 del Circolo degli Artisti Salernitani, che mi è valso un Primo Premio. Lo scorso anno ho pubblicato il mio primo romanzo edito da Writers Editor, intitolato "Amore di papà". Sono un'attivista femminista e sostenitrice dei diritti LGBTIQ e gestisco una pagina Facebook sui diritti delle donne, "Doppia Vu Women Rights". Inoltre, ho il ruolo di segretaria provinciale presso la sezione NIDIL CGIL di Salerno.