Il Bambino Gesù e la spiaggia libera

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E se Giuseppe e Maria anziché far nascere Gesù in una grotta, avessero dovuto farlo nascere su una spiaggia pubblica?

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Steso sul lettino sotto il cono d’ombra dell’ombrellone, prendo sonno sulla spiaggia del lido.

Il rivolo di saliva, appena accennato perché comunque rispettoso della visuale altrui, mi trascina in un sogno ai limiti dell’eresia.

Siamo ai giorni nostri. Da lontano, due persone abbigliate in maniera ridicola, si avvicinano alla mia visuale. Mi oltrepassano bellamente, quasi non mi vedessero.

L’uomo, che dalla dolcezza con cui guarda la donna al suo fianco presumo ne sia il marito, chiede qualcosa al gestore del Lido Marinella. Ricevutane una risposta evidentemente non soddisfacente, invita la moglie a riprendere il viaggio per un’altra spiaggia.

Ad un tiro di schioppo dal primo lido, il viandante si rivolge al parcheggiatore del secondo lido. Gli chiede qualcosa. Dopo aver ascoltato la risposta scocciata dell’omino delle macchine, con una delicatezza d’altri tempi, invita la consorte a fare un ulteriore sforzo, riprendendo il cammino.

Incuriosito, decido di seguirli. Mi affianco praticamente a loro e sfrutto il fatto che sembrano non vedermi.spiaggia

Stavolta sono alla giusta distanza per sentire quello che stanno chiedendo a quest’altro personaggio.

<Buon uomo, potreste indicarmi dove si trova una spiaggia libera?>

<Come? Ahe, capo: spiagge libere, non ce n’è….se vuoi farti un bagno garbato e sistemato, puoi venire al nostro lido. Paghi la discesa e…>

<…Scimunito, perché non glielo dici che c’è la spiaggia della pineta a cinquanta metri da qui? Non vedi che la signora è incinta?>

<Ahó, ma perché non ti fai i cazzi tuoi?>

Il marito, comunque soddisfatto di aver saputo che a un dì presso possono finalmente trovare quello che hanno invano cercato fin lì, amorevolmente invita la moglie gravida a seguirlo.

Eccoli qui. Si guardano intorno.

<Maria, – chiede, scettico, Giuseppe – ma sei proprio sicura che l’Angelo del Signore ti ha predetto di partorire sulla spiaggia pubblica?>

<Sì, mi ricordo benissimo. Solo che… – e così dicendo, guarda perplessa la sporcizia che regna sovrana sulla sabbia.>

<Mari’, sai che ti dico? Sarò pure il padre putativo, ma ‘a creatura, in questo schifo, col rischio di fargli buscare una vagonata di malattie, non la faccio nascere. Vieni, jamm, fatti persuasa: andiamo al lido. Tanto, sempre alla riva del mare nasce, no?!>

Mi sveglio all’improvviso. Mi asciugo il rivoletto di saliva al lato della bocca, e guardo a terra: tutto pulito.

Sposto allora lo sguardo appena oltre il reticolato dagli ombrelloni variopinti, lì sulla spiaggia libera, e vedo i resti della bestia umana.

Triste e colpevole, cerco di riprendere sonno.

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Vincenzo Benvenutohttp://zon.it
Avvocato e scrittore ("Tra le pieghe di un sorriso", 2010; "Le dita del Comandante", 2017). Ideatore e curatore del blog: deambulandosolvitur.blogspot.it Collaboratore ZON da settembre 2014.

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Updated on 29 July 2021 - 18:01 18:01