Block Friday proteste consumismo
Immagine da Pixabay

Una fiumana di circa duemila persone ha invaso ieri la piazza principale di Berlino, teatro di proteste contro le misure di contenimento adottate dal Governo

Mentre le piazze italiane fanno i conti con gli strascichi causati dalle guerriglie urbane del weekend (Roma, Napoli), anche dall’estero arrivano notizie di proteste diffuse contro le misure adottate dai governi nazionali per contenere il contagio da Covid-19.

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In particolare a Berlino, ieri circa duemila persone (appartenenti a diverse organizzazioni) sono scese in piazza per protestare contro le chiusure imposte dal Governo: la marcia, confluita in Alexanderplatz, si è subito riversata anche in quelle strade in cui il corteo non era stato autorizzato. Da qui si è reso necessario l’intervento della Polizia, scesa in campo con un grande dispiegamento di forze (si parla di circa 600 unità a lavoro). Ci sono stati diversi arresti, ma non si registrano scontri di particolare violenza.

In barba a qualsiasi norma di contenimento del contagio, senza quindi mascherine e senza alcun distanziamento fisico, alle proteste berlinesi di ieri, giunte al culmine nei pressi di un ex cinema dove si sarebbe dovuto tenere il Vertice mondiale sulla salute (poi virato online alla luce della crescita preoccupante dei contagi),  si sono infiltrati anche i cosiddetti negazionisti o complottisti del Covid che, striscioni alla mano, chiedevano a gran voce di essere liberati da quella che ai loro occhi è una dittatura sanitaria.

La domenica nera di Berlino si è conclusa nella serata di ieri, quando un gruppo di ignoti ha assaltato, con bottiglie incendiare, la sede dell’Istituto Robert Koch, ente governativo che monitora i dati afferenti all’epidemia di Coronavirus nel Paese.

 

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