Braccialetti rossi

Braccialetti rossi e la storia di un’amicizia

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Andava in onda appena una settimana fa l’ultima puntata della seconda stagione della miniserie televisiva Braccialetti rossi registrando uno share di oltre il 20%. La serie ha riscosso particolar successo, soprattutto fra i giovani.

La fiction vede come protagonisti rispettivamente per la prima e seconda stagione sei e dieci ragazzi, interpretati da altrettanti giovani attori.

Ambientata interamente in un ospedale, la storia di alcuni adolescenti che si trovano a fare i conti con una malattia che spazza via i loro giorni migliori. Una malattia che non è in grado però di portarsi via i loro sorrisi, la loro gioia di vivere. 

Braccialetti rossi I ragazzi sono legati da qualcosa di più forte: la loro amicizia. Un’amicizia vera e sincera. Un’amicizia inedita che è alimentata dalla paura della morte.

È proprio questo il messaggio che il regista Giacomo Campiotti ha voluto lasciare nel cuore di ognuno di noi. La sofferenza dei giorni più tristi e bui può essere placata, se non sconfitta, dall’amore, soprattutto se viene da parte di chi può comprenderci a fondo.

Il regista ha saputo affrontare questo tema con l’ordinarietà che merita. Ha parlato della sofferenza e della morte, della gioia e della vita. A volte la morte vince sulla vita, prevale la sofferenza sulla gioia, ma il vero vincitore resta comunque l’amore.

Conta che quel giorno c’eri tu quando mi hanno detto quello è il fondo e il fondo era più giù 

 Conta il tuo sorriso in faccia al mio quando tu mi dai la mano e al polso ho un braccialetto rosso anch’io 

Le parole della colonna sonora riescono a esprimere a pieno ciò che il regista ha voluto mettere in scena, riescono a esprimere a fondo ciò che provano i protagonisti.

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