Canada: il Governo di Justin Trudeau all’esame decisivo



Justin Trudeau

Il Governo di Justin Trudeau si prepara al voto, tra corruzione, riforme e accordi commerciali. Il Canada, nel frattempo, è in crisi politica

Tanto tuonò che piovve. Il Canada è in una situazione davvero incresciosa, per non dire disastrosa, dal punto di vista politico. Il Governo di Justin Trudeau è più in bilico che mai, dopo le vicende di corruzione che hanno coinvolto gli stessi membri e dopo gli accordi commerciali con gli USA e con la Cina che latitano.

Il Governo canadese, negli ultimi periodi, ha perso tantissimi consensi, a causa dei vari scandali che lo hanno colpito. Tra dimissioni di ministri importanti (come quello del Tesoro, Jane Philpott), appalti truccati e strane vicende interne, il Partito Liberale è davvero alla mercé. Non a caso, nei sondaggi, si trova ben al di sotto del Partito Conservatore, capitanato da Andrew Scheer, e ciò potrebbe essere determinante per il prossimo voto.

L’attuale crisi politica non può cancellare le riforme approvate in questi anni dal governo liberale che rendono il Canada uno dei paesi più tolleranti al mondo. La legge più significativa, in tal senso, è quella che facilita l’ingresso dei migranti meglio preparati necessari per molti lavori. Il Parlamento canadese ha annunciato nel 2018 il suo piano per far integrare nel paese oltre un milione di immigrati nei prossimi 3 anni.

Un’altra legge importante è quella sulla legalizzazione della marijuana. La legge è federale, ma ogni provincia canadese può decidere se aggiungere o meno ulteriori norme su questa materia purché non entrino in contrasto con la legge principale del paese. Lo scandalo che ha coinvolto Justin Trudeau potrebbe, in parte, delegittimarlo in vista della ratifica dell’accordo di libero scambio con gli Stati Uniti in sede USMCA (US-Mexico-Canada Agreement).

Ma, a questo punto, una domanda è lecita: quale sarà il futuro della nazione nord-americana?

Prossimamente, su questi schermi

Il Canada di Justin Trudeau si trova in mezzo a due fuochi. Infatti, la guerra commerciale tra USA e Cina non farebbe altro che acuire la gravità della situazione e l’incertezza nel Paese nordamericano. Naturalmente, il gruppo patriota americano è molto più favorevole a politiche protezionistiche (e il presidente canadese non sembra seguire queste orme). Invece, la Cina è molto più liberale, quindi a questo punto la strada delle alleanze sembra già tracciata.

Justin Trudeau, però, prima di tutto, deve pensare a risolvere lo scandalo in cui è coinvolto a causa della società SNC-Lavalin. Il Governo, almeno per ora, non rischia di cadere con un voto di sfiducia visto che ha la maggioranza in Parlamento. Il problema, però, si ripresenta per le prossime elezioni di Ottobre.

Lì la partita si giocherà sul filo del rasoio. Già in Quebec, grossa provincia del Canada, si è potuto notare come ci fosse una netta inversione di tendenza e come il centrodestra abbia sconfitto il Partito Liberale. La situazione si potrebbe riproporre su scala nazionale, e a quel punto per l’attuale presidente sarebbero guai seri.

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