Caos scuola: ricorsi, aggiornamenti, mancanze di docenti



scuola

Non ancora risolti i problemi relativi alla copertura delle cattedre per quest’anno scolastico. La scuola (al nord in primis) è nel caos.

L’allarme arriva dagli uffici scolastici regionali: mancano insegnanti di matematica alle medie e insegnanti di sostegno, nelle scuole di Milano e in tutto il Nord. L’assessore della regione Veneto all’Istruzione Elena Donazzan, ha inviato al ministro dell’ Istruzione Stefania Giannini una lettera, chiedendo un incontro urgente in relazione alla grave carenza di docenti nelle scuole venete.

La lettera è stata sottoscritta dal presidente dell’Unione delle Province Achille Variati, dal presidente dell’Anci Maria Rosa Pavanello e dai segretari generali regionali della Flc-Cgil, della Cisl e Uil Scuola, dello Snals Confsal e dell’Fgu Gilda Unams.
«Siamo preoccupatissimi, tutti, Regione, Enti Locali, sindacati, e siamo uniti. – rileva Donazzan -. Non dare ascolto a quest’appello sarebbe una mancanza estremamente grave».

Una denuncia che è simile a quella dello scorso anno ma che quest’anno è più forte visto l’aumentato numero di studenti. Dicono i sindacati: “Registriamo il continuo disinvestimento del Governo sul sistema dell’istruzione pubblica”.

Tra l’altro le graduatorie (sia quelle di istituto che quelle ad esaurimento) sono in fase di aggiornamento continuo, in quanto ogni giorno esce un decreto cautelare a favore di qualcuno, quindi qualche graduatoria qua e là deve essere rettificata, con conseguente spostamento di docenti o rimozione di quelli già incaricati. Ecco perché le scuole in questi giorni stanno chiamando i docenti con la dicitura FAD (fino ad avente diritto), cioè un docente temporaneo fino a quando arriva quello al quale spetta quel posto; in questo modo gli alunni si troveranno ancora a dicembre a cambiare i docenti, intanto che le graduatorie vengono aggiornate e rettificate e i docenti riconvocati.

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scuola, mancano docenti

Poi ci mettiamo (per non farci mancare niente) il caos generato dal concorso, che ha dato il ruolo solo ad alcuni docenti, in quanto le procedure concorsuali non si sono completate in tutte le classi di concorso e neppure in tutte le regioni.

Per esempio questo stravolge gli orari delle classi e obbliga i docenti già presenti a fare i tappabuchi qua e là: le scuole bellunesi sono ancora alle prese con il caos causato dal ritardo delle nomine. A farne le spese sono gli studenti, che vedono letteralmente stravolti gli orari delle lezioni. «Siamo arrabbiati», dice la portavoce del Collettivo degli studenti di Belluno, Isabella David, «non riusciamo a comprendere come mai, a due settimane dall’inizio delle lezioni, non sappiamo ancora che docenti abbiamo». Qualche docente a Milano spiega: “qui è tutto frenetico, mancano ancora degli insegnanti e per coprire le classi stiamo facendo tutti il massimo delle ore su giornate di 5 ore“.

Ne verremo mai a capo? In tutto questo marasma la Ministra Giannini ha detto che entro il 30 settembre tutti i docenti saranno in cattedra. Siamo scettici ma staremo a vedere.

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