Carly Rae Jepsen, ancora un altro flop?



Carly Rae Jepsen

Il nuovo album di Carly Rae Jepsen E-MO-TION, che si sperava bissasse il successo di Call me maybe, non ha soddisfatto pienamente le aspettative

 

Carly Rae Jepsen ha esordito cantando Call me maybe, motivetto orecchiabile e forse passabile per i ragazzini, che l’ha piazzata nelle classifiche dei brani del momento.

La cantante si è classificata terza al talent show Canadian Idol, dopodiché arriva la cover di John Denver Sunshine on My Shoulders ed il primo tour chiamato Tug of War, che prende il nome dal primo singolo del suo primo album.

Carly Rae Jepsen
Carly Rae Jepsen, ancora un altro flop?

Dopo diverse collaborazioni, tra cui con un’altra icona del Teen pop Justin Bieber, comincia a lavorare al suo primo album nel 2012, intitolato Kiss, sfornando la celebre canzoncina Call me maybe, che l’ha fatta conoscere anche al pubblico d’Oltreoceano.

Ma già il secondo album di Carly Rae Jepsen sembra non aver riscosso un grande successo, non come il suo singolo apripista. A quel punto, la giovane cantante fa retromarcia, restando in silenzio fino ad oggi.

La smash hit di E-MO-TION, chiamata I really like you, ha risvegliato un tiepido interesse da parte del pubblico. Il manager si era raccomandato di non lanciare altri singoli se non avessero eguagliato l’entusiasmo del primo, ma la sua accortezza è servita a poco. Pare che neanche questo lavoro di Carly Rae Jepsen abbia destato particolare clamore, ed il motivo è presto svelato: il mix di melodie smielate, dalle sonorità pop commerciali di scarsa qualità artistica.

I testi sono stereotipizzati su situazioni archetipiche della vita adolescenziale, con un linguaggio pressoché banale, appositamente studiato per l’identificazione in essi da parte dei giovanissimi, un target che è di solito la maggioranza del mercato musicale mondiale.

Uno stile sempliciotto che strizza un po’ l’occhio alle canzoni strappacuore degli anni ’90, che culmina con la voce di lei dal timbro anonimo, senza calore né emozioni, e tecnicamente senza alcuna caratteristica particolare che la possa qualificare come talentuosa. Può farla scambiare tranquillamente per una teen-ager dalla voce bianca, sebbene Carly Rae Jepsen abbia ben 29 anni.

Nel complesso il disco di Carly Rae Jepsen è piuttosto deludente, e non bastano la posizione seduta da femme fatale ed il suo sguardo ammiccante sulla copertina per far vendere di più: semplicemente è un prodotto di ordinaria mediocrità, come ce ne sono tanti (troppi) che saturano il mercato discografico americano, e non solo.

Stucchevole, zuccherosa, noiosa mediocrità.

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