Casino online stranieri bloccati in Svizzera: al via la proposta di Referendum

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La Svizzera blocca i casinò online stranieri con una  Legge Federale. Partita una raccolta firme per bloccarla e andare al Referendum

Alla fine del mese di Settembre la Svizzera ha emanato una nuova Legge Federale finalizzata ad impedire ai casinò online internazionali di fornire i propri servizi in Svizzera.
All’atto pratico, si tratta di una limitazione d’accesso totale ai siti web stranieri che consentono di giocare scommettendo denaro reale, che lo Stato ha giustificato dichiarando l’intento di tutelare i cittadini e i giocatori svizzeri dalle trappole di piattaforme illegali e non sicure, favorendo, allo stesso tempo, i casinò online nazionali.

Potrebbe sembrare un intervento mosso dalle stesse ragioni che nel 2012 hanno portato alla legalizzazione del gioco online in Italia. Anche nel nostro Paese, con la regolamentazione AAMS, soltanto i siti italiani che hanno ottenuto regolarmente l’autorizzazione ad operare nel pieno rispetto delle regole, sono stati ammessi ad offrire i propri servizi di gioco che prevedono la possibilità di scommettere per soldi reali.

La conseguenza di questa regolamentazione si è concretizzata nell’oscuramento di tutti i siti internazionali, meglio noti come “.com”, che dal 2012 non hanno più la possibilità di fornire i propri servizi in Italia.

Questo ha portato ad innalzamento della qualità dei servizi di gioco offerti dagli operatori autorizzati, dotati di licenza AAMS e soprattutto ad una tutela elevatissima degli utenti non prevista dai vecchi siti di gambling online .com.

Inoltre, anche i siti che promuovono i casinò online sono stati decimati, continuando tutt’oggi ad operare soltanto i migliori siti di settore specializzati, come italcasino.net che è una valida guida ai casino online AAMS che recensisce solo operatori dotati di licenza rilasciata dal Monopolio di Stato.

Per la Svizzera le ragioni reali che hanno portato alla legge Federale di settembre sembrano essere radicalmente diverse. E numerose sono le critiche mosse a questa legge, considerata dalla maggioranza come una misura protezionistica che potrebbe aprire la strada alla censura e condurre all’isolamento digitale.

Le accuse sono state rivolte anche alla lobby dei casinò svizzeri e delle lotterie nazionali. All’attuazione di questo provvedimento si sono opposti tre diversi comitati nazionali: il Comitato dei Giovani Verdi, il Comitato parlamentare interpartitico e il Comitato contro la Censura di Internet e il Blocco Digitale, formato dalle sezioni giovanili del partito Verdi Liberali, UDC e PLR.

Gli oppositori hanno avviato una raccolta firme con l’obiettivo di tutelare e proteggere la libertà sul web e per far sì che la suddetta legge possa passare dal voto popolare con un referendum che sarà fattibile solo se questi Comitati riusciranno a raccogliere almeno 50.000 firme entro il 18 gennaio 2018.

Il blocco totale è un’operazione molto semplice a livello tecnologico ma la preoccupazione più grande riguarda la falsa volontà dello Stato di tutelare e proteggere i cittadini del web. Questa Legge è stata giudicata come limitante anche per la lotta alla criminalità informativa e rischia di incoraggiare gli utenti a trovare soluzioni non sicure per ingannare il sistema e continuare a giocare, ottenendo risultati opposti a quelli sperati e portando danni anche allo Stato a causa della mancata tassazione di centinaia di operatori.

Anche l’Associazione Economica Svizzera della Tecnica d’Informazione, Comunicazione e Organizzazione si è dichiarata contraria a questa Legge, sostenendo le critiche fin qui riportate.

La paura è che possa essere il primo passo verso la censura, una limitazione che potrebbe essere estesa anche all’intrattenimento, all’informazione e diversi siti importanti di e-commerce.