8 Novembre 2017 - 13:24

Catalogna nel caos, convocato ennesimo sciopero generale

Continuano disordini in Catalogna: treni e strade bloccate a causa dello sciopero generale indetto dal sindacato indipendentista

Catalogna. Proseguono i disagi nella regione spagnola indipendentista. Questa volta con la convocazione di uno sciopero generale, che fin dalle prime ore del mattino sta causando disagi nella circolazione dei trasporti.

La contestazione, indetta dal sindacato indipendentista Intersindical-CSC e sostenuto dai movimenti indipendentisti ANC, Assemblea nazionale catalana, e Òmnium Cultural, ha lo scopo di protestare contro la “repressione” del governo centrale e la liberazione dei “detenuti politici”.

Tra questi i così detti “Jordis”, Jordi Sànchez y Jordi Cuixart, presidenti rispettivamente delle associazioni ANC e Òmnium entrambe aderenti allo sciopero, e a cui si sono aggiunti negli ultimi giorni anche Oriol Junqueras, vicepresidente della Catalogna, e altri sette ministri del governo della comunità autonoma.

Nel frattempo, rimane ancora sospeso in terra belga l’oramai ex-presidente catalano Carles Puigdemont , per il quale – deciso non smuoversi da Bruxelles – è stato emesso un mandato d’arresto europeo.

Intanto in Catalogna le autostrade Ap7 e A2 sono state le prime vie in cui il traffico è stato interrotto poco dopo le 6 del mattino. Successivamente, altre 30 le strade e autostrade che sono state bloccate. Il traffico ferroviario regionale e ad alta velocità è pure stato interrotto.

L’operazione di boicottaggio, però, è stata respinta già ieri sera dai giudici. Ed anche l’adesione si sta rivelando soltanto parziale. Infatti dallo sciopero generale si sono dissociate le principali organizzazioni sindacali catalane, CCOO e UGT.

Sul vorticoso panorama causato dal tornado del nazionalismo indipendentista, tuonano le dichiarazioni provenienti dalla capitale europea. Charles Michel, primo ministro del Belgio, ha preso le distanze dal parapiglia catalano definendo Puigdemont “un cittadino europeo che deve rispondere delle proprie azioni, con i suoi diritti e doveri, senza privilegi“.

Il presidente destituito della Generalitat de Catalunya europeo è attualmente all’esame della magistratura belga.