Centauro 2
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Continua il programma di aggiornamento dell’Esercito con una commessa da 86 esemplari del nuovo blindo 8×8 “Centauro 2”, più 10 in opzione. Non c’è crisi per il settore della Difesa

In un comunicato ufficiale del 30 Dicembre 2020, l’Esercito comunica la firma dell’accordo tra la Direzione Armamenti Terrestri (DAT, organo interno al Ministero della Difesa) e il Consorzio Iveco – Oto Melara (CIO) per la fornitura di 86 blindoCentauro 2“, con un’opzione per altri 10 veicoli. Si tratta di una prima tranche dei 150 complessivi che l’Esercito punta ad acquistare. Investimento complessivo: 2 miliardi di euro.

Il CIO è un consorzio societario formato dalle aziende Iveco Defence Veichles e Oto Melara, questt’ultima controllata dal colosso Leonardo. Nel 2016 le Commissioni Difesa e Bilancio del Parlamento hanno autorizzato l’acquisto di una prima trance di 50 veicoli con una spesa di 530 milioni di euro. Successivamente, a Dicembre 2020 le medesime Commissioni Parlamentari hanno autorizzato l’acquisto di altri 100 veicoli, autorizzando lo stanziamento di altri 1,47 miliardi da qui al 2030.

Autoblindo Centauro 2

Il Centauro 2 MGS 120/105 è un autoblindo pesante cacciacarri che rappresenta l’evoluzione tecnologica del Centauro attualmente in dotazione all’Esercito. Il Centauro fu il primo mezzo ruotato 8×8 della sua categoria. Largamente impiegato in tutti i teatri in cui ha operato l’Esercito, ha dimostrato di essere un mezzo molto versatile, sia in campo aperto che in contesti urbani.

Come riporta lo stesso Esercito, il “Centauro 2 rappresenta un eccezionale passo in avanti rispetto alla precedente Centauro I in termini di potenza, osservazione, mobilità, ergonomia, condotta di tiro, comunicazione oltre, naturalmente, alla massima protezione dell’equipaggio“.

Nello specifico, il nuovo mezzo può raggiungere una velocità massima su strada superiore ai 110 km/h. Può equipaggiare un cannone da 120 mm che gli conferisce la stessa potenza di fuoco dei carri armati di ultima generazione e monta tutte le più sofisticate tecnologie di bordo. La blindatura è leggera, per conferire agilità al mezzo, ma garantisce elevatissimi standard di protezione all’equipaggio.

Insomma, un mezzo che coniuga la potenza di fuoco di un carro armato con la mobilità e la velocità di un fuoristrada. Utile come cacciacarri, ma anche per ricognizioni, scorta, appoggio alla fanteria e molto altro.

Non c’è crisi per il settore Difesa

Il Centauro 2, così come il suo predecessore, è un mezzo concepito, progettato e realizzato interamente in Italia. L’assemblaggio delle torrette avverrà principalmente nell’area di La Spezia, mentre lo scafo sarà assemblato nelle aree di Bolzano e Vittorio Veneto. La produzione degli apparati ottici ed elettronici invece, avverrà nelle aree di Firenze, Genova e Roma. Nel complesso, la realizzazione di questi mezzi coinvolgerà tante aziende sparse per tutto il territorio nazionale.

Altre buone notizie quindi per il comparto Difesa nazionale, impegnato in numerose operazioni di questo genere. Da anni le Forze Armate lamentano la mancanza di investimenti adeguati per far fronte all’invecchiamento progressivo delle dotazioni. Sicuramente, in un momento così difficile per il paese dal punto di vista socioeconomico, le spese militari possono sembrare assolutamente non prioritarie, ma non è così.

I mezzi e le attrezzature in dotazione alle nostre Forze Armate stavano diventando rapidamente obsoleti, al punto di compromettere l’operatività delle FF.AA. sia sul territorio nazionale sia nelle missioni internazionali di cui l’Italia fa parte. A questo punto si è arrivati con tagli e sprechi, lungaggini burocratiche e pessime scelte politiche, fino ad un autentico punto di non ritorno. Non ha senso avere Forze Armate (sborsando fior di miliardi per mantenerle) se queste poi sono ridotte ai minimi termini. In questo scenario, il Centauro 2 si inserisce in un programma più ampio di ammodernamento delle dotazioni dell’Esercito, noto come NEC.

L’investimento è decisamente elevato, ma il mezzo promette di essere il migliore della sua categoria. Spendere meno significa andare a comprare all’estero, e se investire in spese militari adesso sembra un’eresia, favorire le industrie straniere in un momento come questo lo è ancor di più.