Corea Del Nord, ombre sull’uccisione del fratellastro di Kim Jong-un

Corea Del Nord
Screenshot da YouTube

Secondo il Wall Street Journal, il fratello del presidente della Corea Del Nord era una spia. Avrebbe collaborato con la CIA come informatore

Un giallo molto interessante si scaglia sulla Corea Del Nord. Certo, la notizia è da prendere con le pinze, in quanto nulla è stato ancora confermato. A rubare la scena è il fratellastro del presidente Kim Jong-un, Kim Jong-nam, che è stato ucciso in Malesia nel 2017. Stando alle notizie propagate dal Wall Street Journal, quest’ultimo sarebbe stato un informatore della Central Intelligence Agency, la CIA americana.

La fonte della vicenda riguardante Kim Jong-un e Kim Jong-nam resta anonima. La stessa, però, sarebbe un'”esperta della vicenda“, quindi presumibilmente qualcuno che ha seguito il tutto da vicino. Il quotidiano ha chiarito che molti dettagli inerenti il rapporto di Kim Jong-nam con la CIA restano poco chiari anche se il nesso resta. Alcuni ex funzionari USA sostengono che il fratellastro difficilmente avrebbe potuto fornire dettagli sui meccanismi interni del paese, in quanto viveva fuori dalla Corea già da tanto tempo. Le stesse, però, hanno affermato che l’uomo sarebbe stato in contatto sicuramente con altri Paesi, tra cui la Cina.

L’indonesiana Siti Aisyah e la vietnamita Doan Thi Huong sono state accusate di aver ucciso spruzzandogli in faccia un agente nervoso, il VX, all’aeroporto di Kuala Lumpur nel Febbraio 2017. Queste ultime, però, sono state rilasciate rispettivamente a Marzo e a Maggio, in quanto i fatti non sussistevano. Dunque, a questo punto, resta ancora un’ombra ben profonda di giallo su uno dei casi più controversi e importanti che hanno riguardato da vicino la Corea Del Nord.

Una spy story ancora irrisolta.