Denise Pipitone
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Il giallo di Denise Pipitone si riempie di clamorosi colpi di scena. Il testimone chiave parla di un uomo coi baffi che “l’ha nascosta in barca”

Nuove importanti novità sul caso di Denise Pipitone, la bambina scomparsa da Mazara del Vallo nel 2004.

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Ieri sera Chi l’ha visto? ha riacceso l’attenzione sulla vicenda mostrando la testimonianza di Battista della Chiave. L’uomo, ora deceduto, dichiarò di lavorare saltuariamente nel magazzino di via Rieti in cui avrebbe parlato proprio con Denise Pipitone. Ed è probabile che potesse essere l’unico dipendente. A dimostrarlo un documento inedito, mostrato dal programma di Rai 3, che porta la firma del proprietario dell’immobile.

Battista Della Chiave: la ricostruzione

Chi è Battista della Chiave? È il testimone che, per due volte, ha svelato agli inquirenti elementi sulla scomparsa di Denise. L’uomo, sordomuto, ebbe un colloquio con l’interprete della lingua dei segni. Quando vide la foto della bambina, disse di conoscerla. Sostenne addirittura di averla tenuta, mentre un tale “Pep – Giuseppetelefonava. Battista era sicuro: “Era insieme con me, poi qualcuno l’ha presa e portata via“. Il presunto testimone chiave, all’epoca anziano e allettato, proseguiva: “Uno con i baffi ha portato via Denise“. Dalla ricostruzione, si tratterebbe di un uomo riccio con i baffi che avrebbe portato via la piccola con uno scooter o una bicicletta

Della Chiave ha raccontato che la bambina fu condotta lungo un cavalcavia e poi portata su una barca e nascosta sotto una coperta. E anche che la bambina, quando era con lui nel magazzino, piangeva perché non aveva cibo né acqua. “Ho visto tutto“, ha affermato l’uomo nonostante i problemi nella comunicazione.

Una lettera anonima

Nel corso della puntata di ieri, inoltre, Federica Sciarelli ha dichiarato di essere in possesso di una lettera anonima. “Ci è arrivata questa lettera anonima che è composta da ben tre pagine dense di notizie. Una lettera in cui un anonimo dice di aver visto Denise, ha detto la conduttrice. Poi ha aggiunto: “Quella che ho in mano è una copia, la lettera è a disposizione della Procura. La stessa lettera che è arrivata a Giacomo Frazzitta (l’avvocato di Piera Maggio, ndr) perché ci siamo ovviamente confrontati”.

L’anonimo ha descritto una scena che potrebbe dare una svolta alle indagini. Si trovava nella sua automobile a Mazara del Vallo quando è affiancato da un’altra auto. Dallo specchietto riuscì a vedere cosa c’è nell’altra macchina: Denise e altre tre persone. La Sciarelli non ha svelato altro e ha invitato l’anonimo a fare un passo avanti: “Quello che diciamo è che se sapete qualcosa parlate, in anonimato è troppo poco. Sono passati diciassette anni”. L’avvocato Frazzitta e Piera Maggio hanno rivolto lo stesso appello: “Le chiedo di farsi sentire, nei modi che lei ritenga opportuno, faccia in modo di mettere fine a tutto questo dolore. Non solo noi, è l’Italia intera che glielo chiede”.

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