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Covid-19, la nuova ordinanza: Italia arancione il 9 e 10 gennaio. Da valutare la settimana dal 10 al 15 gennaio. Possibile coprifuoco alle 20?

Il Covid-19 impone di mantenere alta la guardia. Per tale ragione si è tenuta oggi la riunione dei capidelegazione nel corso della quale si è scelto di rendere l’Italia zona arancione il 9 e 10 gennaio. Questo vuol dire che saranno chiusi i bar e i ristoranti e sarà vietato uscire dal Comune. Attesa quindi la nuova ordinanza del ministro della salute Roberto Speranza che formalizzerà la decisione presa. Intanto il governo ha convocato per oggi, 3 gennaio, le Regioni e alle 19 si riunisce il Comitato tecnico scientifico.

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Saranno oggetto di valutazione eventuali nuove restrizioni per la settimana dal 10 al 15 gennaio. E’ anche possibile che venga anticipato il nuovo Dpcm per il contenimento del contagio da Covid-19. Inoltre cambieranno i parametri di valutazione per le Regioni: dove l’Rt sarà uguale a 1 scatterà la zona arancione, mentre dove si avrà un Rt uguale a 1,25 si andrà in rosso. Oltretutto verrà valutata con i governatori la proposta del coprifuoco alle 20.

Nel corso del summit i capi delegazione e il premier, ascoltando gli scienziati, hanno prodotto la convinzione che visti i dati allarmanti dell’epidemia di Covid-19 sia necessario continuare sulla strada delle misure rigorose. Ovviamente non sono mancati i contrasti politici: la Ministra di Italia Viva Teresa Bellanova ha denunciato “l’insufficienza del sistema sanitario“, la “poca chiarezza sul piano vaccinale“, la mancanza di certezze. “Il patto con le categorie penalizzate a Natale va mantenuto -ha detto la Ministra Bellanova e il DL per i ristori va fatto subito. Sappiamo perfettamente che la ristorazione è stato uno dei settori più esposti e colpiti. I ristori vanno quantificati e garantiti nel prossimo DL. E vanno decisi ristori adeguati per il sistema agroalimentare, su cui ricadono le misure di chiusure e limitazioni del canale ristorazione “.

L’istruzione

Nel corso del vertice anti Covid-19 il Premier Conte, secondo quanto appreso dall’ANSA, ha sostenuto che la didattica in presenza al 50% nelle scuole deve ripartire dal 7 gennaio.

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