Coronavirus Zona Arancione

Il Covid non arresta la sua corsa e un nuovo lockdown nazionale potrebbe essere la soluzione. A chiederlo è il Presidente della Federazione nazionale degli Ordini dei Medici

Covid e lockdown, si tratta senza dubbio del binomio più discusso e polemizzato dall’inizio della seconda ondata. Il governo frena la stretta, poiché l’ennesimo confinamento potrebbe rappresentare un vero e proprio blackout per l’economia del paese, tuttavia questa volta la richiesta arriva direttamente dall’Ordine dei medici.

“Lockdown totale, in tutto il Paese”.  A chiederlo è Filippo Anelli, Presidente della Federazione nazionale degli Ordini dei Medici (Fnomceo). Un appello che viene fatto alla luce dei dati sempre meno incoraggianti e di una curva epidemiologica che non tende a scendere.

Ecco quanto Anelli ha riferito all’ANSA a proposito di Covid e di un possibile lockdown nazionale:

Considerando i dati di questa settimana come andamento-tipo e se li proiettiamo senza prevedere ulteriori incrementi, la situazione fra un mese sarà drammatica e quindi bisogna ricorrere subito ad una chiusura totale. O blocchiamo il virus o sarà lui a bloccarci perché i segnali ci dicono che il sistema non tiene ed anche le regioni ora gialle presto si troveranno nelle stesse condizioni delle aree più colpite“.
Dichiarazioni queste che non sono nuove al mondo della medicina, è ormai consuetudine infatti che virologi ed infettivologi utilizzino il mezzo televisivo per fare raccomandazioni di prudenza. E’ il caso di Walter Ricciardi, consulente scientifico del ministro della Salute. Ecco quanto ha riferito ospite di Fabio Fazio a “Che tempo che fa”:
In certe aree metropolitane il lockdown va fatto subito. Io avrei fatto Napoli zona rossa due settimane fa. La situazione, ha rilevato, è drammatica, a volte tragica, in continuo peggioramento. Questa si profila come una tragedia nazionale, sono necessari interventi rapidi“. Stando alle dichiarazioni di Ricciardi “Era tutto prevedibile”. Il Covid come previsto incalza nel corso della seconda ondata e in via preventiva il 6 aprile il ministro Speranza avrebbe inviato una sorta di “piano di emergenza alle regioni”. Planning in alcuni casi seguito, in altri no. Un’assunzione di rischio da parte delle regioni che ha permesso al Covid di continuare la sua avanzata.