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La variante nigeriana individuata a Napoli è la stessa del Regno Unito. Casi simili di Covid sono stati ritrovati anche in Danimarca

Siamo arrivati al dunque. La cosiddetta variante del Covid classificata “B1525”, che in questi ultimi giorni ha ricevuto l’appellativo di “Nigeriana“, alla fine è arrivata in Italia. Lo rende noto la Regione Campania dopo gli esami dell’Istituto Pascale e dell’Università Federico II, che hanno individuato un caso a Napoli. Già lo scorso Dicembre, l’Istituto aveva identificato le prime sequenze di questa nuova variante. Tutto parte da un contagiato di ritorno dall’Africa, sottoposto al tampone al suo rientro.

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La sequenza del campione giunta a noi dal Policlinico Federiciano ci ha subito insospettiti perché non presentava analogie con altri campioni provenienti dalla nostra regione. Dopo un confronto con il gruppo del Reparto Zoonosi Emergenti dell’Istituto Superiore di Sanità, abbiamo avuto la conferma. Si tratta di una variante descritta finora in un centinaio di casi in alcuni paesi europei ed africani, ma anche negli Stati Uniti. Abbiamo immediatamente depositato la sequenza nel database internazionale GISAID ed avvertito le autorità sanitarie.” ha dichiarato Nicola Normanno, ricercatore dell’Istituto dei tumori di Napoli.

Per ora, sono immediatamente partite tutte le procedure già previste per il Covid, a cominciare dal tracciamento dei contatti. Proprio durante le scorse ore, l’immunologa dell’università di Padova Antonella Viola aveva spiegato: “Oltre alla mutazione E484 delle varianti brasiliana e sudafricana, vi è anche la mutazione Q677H, sempre sulla spike. Queste due mutazioni preoccupano molto per gli effetti che potrebbero avere sull’efficacia dei vaccini.

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