La crisi greca fa davvero così paura? E a chi?



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Ormai sono passati diversi anni e dall’inizio della crisi greca e a cadenza mensile si sentono allarmi sull’imminente default  della Grecia, ormai ci siamo abituati a sentire queste notizie e sembra quasi che l’interesse sia andato scemando fino ad un disinteresse generalizzato

La mancanza di interesse dell’uomo comune è forse giustificata dalle incombenze della vita, che danno preoccupazioni giornaliere più importanti paragonate alla crisi greca, ma sembra quasi che le stesse organizzazioni internazionali abbiano perso interesse sul destino del paese ellenico.

Facciamo un passo indietro nella nostra memoria di qualche anno fa e sicuramente ci verranno in mente i toni catastrofici dei TG nazionali, i quali rapportati ai toni dei giorni scorsi sembrano  stridere tra di loro e hanno per l’appunto creato in me e forse anche in altri, il dubbio che ci sia qualcosa di sbagliato in tutto questo.

Iniziano ora un piccola analisi,  secondo voi i toni prima forse erano un po’ troppo  catastrofici  e che quindi la crisi sia stata sopravvalutata o venga sottovalutata ora? Mi sono dato una risposta che può darsi  sia inesatta, ma credo sia comunque uno spunto per chiunque come me in questi giorni si sia posto il mio stesso quesito.

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La crisi greca fa davvero così paura? e a chi?

Italia, Spagna, Irlanda e Grecia hanno visto una crescita improvvisa del costo (interessi) del loro debito pubblico nonostante non ci fossero state variazioni significative del settore industriale, al contrario degli Usa che avevano risentito del fallimento di istituti bancari e assicurativi importanti i quali avevano di conseguenza causato una riduzione della liquidità al settore secondario.

Da dove nascevano queste fluttuazioni degli interessi? Una possibile risposta potrebbe essere che gli investitori finanziari che prima della crisi giocavano sulle fluttuazioni del mercato immobiliare e assicurativo americano abbiano spostato il loro interesse su di un’altro settore finanziario che permetteva loro ingenti guadagni.

I mercati più deboli, elencati in precedenza, sono quelli che più hanno risentito di questi attacchi, anche perché avevano problemi pregressi non risolti dai governi nazionali, ad accorrere in salvataggio di questi stati sono arrivati gli organi internazionali la cosiddetta Troika composta da FMI, BCE e CE, promettendo agli stati in crisi aiuti economici in cambio di riforme che avrebbero dovuto rendere questi mercati più forti alle interferenze “finanziarie estere”.

Questo è quello che ci è stato detto e ovviamente non posso dire che la volontà sia stata diversa da quella espressa allora ed oggi, ma rapportando gli avvenimenti del 2010 a quello che si percepisce in questi giorni, mi è sorto un dubbio amletico che a muovere queste istituzioni internazionali anche altre intenzioni rispetto a quelle espresse pubblicamente.

Il dubbio che mi pervade in questi giorni è che forse l’interesse della BCE fosse il frutto non di azioni volontaristiche, ma a propri interessi, mi spiego meglio, come si sa la Banca Centrale è una società nata dall’unione delle varie banche centrali nazionali che a seconda del capitale investito ne possiedano quote che pesano non poco sulle decisioni della stessa BCE.

Ritorniamo ora al debito della Grecia il quale era distribuito a vari investitori esteri che ne detenevano una percentuale non irrisoria e quindi l’interesse verso la restituzione del debito riguardava forse più per gli investitori esteri che i cittadini greci.

Ma chi possiede (o possedeva) il debito pubblico greco? Le informazioni sui reali possessori del debito greco, a mio avviso sono confusionarie e in alcuni casi poco attendibili e quindi la mia è una valutazione improntata su di alcune letture internazionali e valutazioni personali che mi hanno portato a pensare che forse alcune banche centrali o grandi istituti bancari europei possedessero nei loro forzieri un po’ troppo debito greco e che in caso di default non fossero in grado di resistere a queste “sollecitazioni”.

Sicuramente molti di voi si saranno posti almeno due quesiti:

  • Cosa è cambiato dal 2010 ad oggi?  5 anni, nei quali la BCE, FMI e CE si sono adoperate attraverso l’utilizzo di vari sistemi , ad esempio degli stress-test, ideati per la risoluzione dei possibili problemi derivanti dal default greco.
  • Dove è finito il debito pubblico greco?  Molto probabilmente nelle tasche dei privati che ingolositi dagli alti tassi di interesse non hanno resistito ed hanno inserito nel loro portafoglio azionario debito pubblico greco che ovviamente provano a rivendere affannosamente all’avvicinarsi di ogni scadenza greca.

 Come più volte ripetuto quest’articolo è il frutto di valutazioni soggettive e spero venga utilizzato dai lettori come spunto per una valutazione critica rispetto al discorso comune quando si parla di crisi, debito o istituzioni finanziarie.

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