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Immagine dal sito ufficiale del Quirinale

Di cosa si occupa e che funzione ricopre il CSM, l’organo costituzionale oggetto della riforma prevista dal Governo Draghi

Il Consiglio Superiore della Magistratura, abbreviato CSM, è l’organo costituzionale di governo autonomo della magistratura italiana. Nell’ultimo periodo è stato sotto i riflettori dell’opinione pubblica a causa dello scandalo Palamara, per questo motivo il Governo sta preparando una riforma sostanziale dell’organo. Ma vediamo ad oggi quali sono le sue funzioni.

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CSM, di cosa si occupa?

L’organo è disciplinato da norme di rango costituzionale che lo definiscono l’organo di autogoverno della magistratura. Per questo motivo il CSM si occupa prevalentemente di tutte le questioni giurisdizionali, assicurando l’indipendenza e l’autonomia della categoria.

Il Consiglio Superiore della Magistratura in base all’articolo 105 della Costituzione si occupa delle assunzioni, delle assegnazioni e dei trasferimenti, delle promozioni e dei provvedimenti disciplinari nei riguardi dei magistrati. Le funzioni facenti capo all’organo di autogoverno dunque sono:

  • gestire il piano di assunzioni, sempre attraverso il concorso pubblico;
  • assegnare gli incarichi e le promozioni;
  • decidere sulle domande di trasferimento;
  • attribuire sussidi ai magistrati e alle loro famiglie;
  • comminare i procedimenti disciplinari;
  • nominare i magistrati della Corte di Cassazione;
  • nominare e revocare i magistrati ordinari.

I provvedimenti di autogoverno del Consiglio sono ricorribili al Tar Lazio in primo grado ed in secondo grado al Consiglio di Stato. Tuttavia si applica un’eccezione in caso di provvedimenti disciplinari: questi ultimi, infatti, possono essere impugnati solo con ricorso per Cassazione.

Composizione del Consiglio Superiore della Magistratura

Gli articoli 104 e seguenti della Costituzione prevedono che il CSM sia presieduto dal Presidente della Repubblica. L’organo è composto da 27 membri, di cui 24 elettivi e 3 di diritto. I membri di diritto sono il Presidente della Repubblica, il Primo Presidente della Corte di Cassazione ed il Procuratore generale della Cassazione.

I restanti componenti sono eletti: per due terzi da tutti i magistrati ordinari tra gli appartenenti alle varie categorie, e per un terzo dal Parlamento in seduta comune tra professori ordinari di università in materie giuridiche ed avvocati dopo quindici anni di esercizio. Inoltre ai sensi della legge n. 44 del 2002 all’interno dei due terzi dei membri togati devono essere riservati 2 seggi ai magistrati della Corte di Cassazione, 4 seggi ai magistrati in funzione di Pubblico ministero e 10 ai giudici.

É compito del CSM eleggere in seduta comune un vicepresidente fra i nomi designati dal Parlamento. I membri elettivi restano in carica per 4 anni e non sono immediatamente rieleggibili.

Come lavora il CSM

Il CSM si articola in Commissioni che hanno funzioni istruttorie e di proposta, attualmente le commissioni sono 8. Accanto a queste il Consiglio Superiore della Magistratura si avvale anche dell’Adunanza Plenaria, a cui spettano invece poteri deliberativi. L’Adunanza è presieduta generalmente dal Vicepresidente (salvo non ritenga di farlo il Presidente – Capo dello Stato) partecipano tutti i componenti del CSM: i componenti laici e togati, il Primo Presidente della Corte di Cassazione e il Procuratore Generale presso la stessa.

All’interno del Consiglio Superiore della Magistratura opera anche una Sezione Disciplinare che ha, invece, natura giurisdizionale e le sue decisioni sono ricorribili dinanzi alle Sezioni Unite della Corte di Cassazione. La Sezione delibera con la partecipazione di sei componenti, quattro togati e due laici. Uno di questi è il Vice Presidente del CSM che la presiede.

Consiglio Superiore della Magistratura e Governo

I rapporti del Consiglio con il Governo sono improntati ai principi dell’autonomia e dell’indipendenza dell’Ordine Giudiziario e coinvolgono in particolar modo i profili collegati all’organizzazione e al buon funzionamento dei servizi relativi alla giustizia. Tali servizi sono assegnati, in base a quanto disposto dall’ articolo 110 Cost., alla responsabilità del Ministro. In particolare, il CSM è chiamato a esprimere pareri sui disegni di legge governativi che interessano l’ordinamento giudiziario e l’amministrazione della giustizia; può inoltre avanzare proposte per la modifica delle circoscrizioni giudiziarie e su tutte le materie riguardanti l’organizzazione dei servizi relativi alla giustizia.

Riforma del CSM: i piani del Governo Draghi

Dopo gli scandali che hanno travolto la magistratura si è subito pensato ad una riforma sostanziale del Consiglio. Di questo si sta attualmente occupando un gruppo di studio capitanato dalla Ministra della Giustizia Marta Cartabia. Ovviamente l’esecutivo dovrà tenere conto dei limiti costituzionali che circoscrivono le funzioni e l’elezione dei membri del CSM. La riforma a cui sta lavorando il Governo Draghi punterà ad un cambio radicale del sistema di elezione del Consiglio e dovrebbe realizzarsi in due tempi: subito le modifiche più urgenti che non interferiscono con i principi costituzionali, in un secondo momento invece le modifiche che coinvolgono anche la Costituzione.

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