6 Maggio 2022 - 09:58

Dalla firma alla finale di Conference: un anno di Mourinho alla Roma

Un anno di José Mourinho alla Roma: dall'arrivo fino alla vittoria contro il Leicester che vale la finale di Conference League

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4 maggio 2021 – 5 maggio 2022: il primo capitolo di José Mourinho alla Roma si chiude con la conquista della finale di Conference League contro il Feyenoord. In un solo anno, lo Special One lascia già la sua impronta in giallorosso ed ora punterà ad alzare un altro trofeo europeo a Tirana il prossimo 25 maggio.

Il traguardo raggiunto permette di chiudere una prima fase importante del suo progetto nella Capitale: avere la mentalità “europea” per affrontare una partita simile. Una situazione dove in pochi avrebbero scommesso su Pellegrini e compagni ad inizio stagione ma ora solo gli olandesi ci sono tra sé e la Coppa. Il raggiungimento della finale e le lacrime dello stesso Mourinho al triplice fischio di Jovanovic sono la sintesi della stagione della Roma: piena di emozioni ed adrenalina.

L’annuncio a sorpresa

In un pomeriggio del 4 maggio 2021, intorno alle 15, la Roma annuncia – a sorpresa – l’arrivo di José Mourinho al posto di Paulo Fonseca alla fine della stagione. L’arrivo dello Special One, inaspettato per gli addetti ai lavori, prende in contropiede tutti ed accende subito gli entusiasmi dell’ambiente giallorosso. Prima di vederlo a Trigoria per la prima vola però si dovranno attendere almeno due mesi.

“Non sono qui in vacanza”, dichiarò Mou alla conferenza stampa di presentazione. Ed infatti il lavoro dell’ex-allenatore di Inter, Porto e Chelsea è stato molto difficile con una squadra praticamente identica all’annata precedente con le aggiunte di Tammy Abraham e Rui Patricio, i due acquisti principi. “Non deve essere la Roma di Mourinho ma la Roma dei romanisti”: un’altra frase che ha colpito nel segno il popolo capitolino. Infatti, dall’arrivo dello Special One, l’Olimpico è sempre stato pieno quando possibile, segno di un attaccamento importante verso la propria squadra, guidata dal suo condottiero. Un fattore non banale nel corso della stagione giallorossa.

E sul progetto, invece, Mou è stato buon profeta: “Se dovessi immaginare la Roma fra tre anni, come la vedrei? Festeggiando qualcosa”. La finale di Tirana del 25 maggio potrebbe anticipare questo traguardo, Feyenoord permettendo.

Il cammino in Conference League

L’avventura nella tanto bistratta (ed inedita) terza coppa europea inizia ad agosto fino ad arrivare a maggio nel segno della “T”. Da Trebisonda a Tirana, 15 partite partendo dal turno preliminare fino alla finale: questo il cammino della Roma in Conference League.

Dopo aver superato i turchi con il 2-1 in Turchia ed il 3-0 all’Olimpico, la fase a gironi per la squadra di Mourinho ha avuto un punto di svolta dopo l’umiliante 1-6 in Norvegia contro il Bodo. Rischiando di compromettere una fase a gironi sulla carta abbordabile, il tecnico portoghese ha deciso di puntare sui migliori per giocarsi le sue carte in questa competizione. Alla fine il 1° posto arriva all’ultima giornata, proprio a scapito del Bodo, evitando così uno spareggio playoff che sarebbe stato delicato.

Agli ottavi di finale l’urna sembra benevola ma il Vitesse si dimostra avversario ostico da affrontare. In Olanda però arriva un 1-0 firmato Oliveira fondamentale in vista del ritorno. Ma 7 giorni dopo all’Olimpico serve un gol di Abraham al 90′ per evitare i supplementari e centrare il pass ai quarti di finale. Questa volta il sorteggio è beffardo: c’è di nuovo il Bodo Glimt sulla strada della Roma. Ma José Mourinho medita la vendetta dopo l’1-6 di ottobre: l’andata si chiude 2-1 per i norvegesi mentre al ritorno è un assolo a tinte giallorosse con la tripletta di Zaniolo e la rete di Abraham a regalare il posto in semifinale.

E c’è di nuovo un inglese tra la Roma e la finale di una competizione europea: dopo Liverpool in Champions nel 2018 e Manchester United in Europa League lo scorso anno, questa volta il Leicester di Rodgers. Mourinho conosce bene il suo avversario in panchina e lo imbriglia sia all’andata che al ritorno con una prestazione sontuosa soprattutto all’Olimpico. Dopo l’1-1 del King Power Stadium, basta un gol di Abraham per regalare al popolo giallorosso una finale che in campo europeo mancava da oltre 30 anni (Coppa UEFA 1990/91). Ora c’è solo il Feyenoord tra la Roma di Mourinho e la vittoria della Conference League.

Le partite della Roma in Conference

FASE PRELIMINARE
Trabzonspor-Roma 1-2 – Pellegrini, Shomurodov
Roma-Trabzonspor 3-0 – Cristante, Zaniolo, El Shaarawy

FASE A GIRONI
Roma-CSKA Sofia 5-1 – Pellegrini (2), El Shaarawy, Mancini, Abraham
Zorya-Roma 0-3 – El Shaarawy, Smalling, Abraham
Bodo/Glimt-Roma 6-1 – Mayoral
Roma-Bodo/Glimt 2-2 – El Shaarawy, Ibanez
Roma-Zorya 4-0 – Perez, Zaniolo, Abraham (2)
CSKA Sofia-Roma 2-3 – Abraham (2), Mayoral

OTTAVI
Vitesse-Roma 0-1 – Oliveira
Roma-Vitesse 1-1 – Abraham

QUARTI
Bodo/Glimt-Roma 2-1 – Pellegrini
Roma-Bodo/Glimt 4-0 – Abraham, Zaniolo (3)

SEMIFINALE
Leicester-Roma 1-1 – Pellegrini
Roma-Leicester 1-0 – Abraham

FINALE
25 maggio – Roma-Feyenoord

Prima di Tirana, finire bene in campionato

Il 25 maggio è ancora molto distante però per Mourinho ed i suoi: prima c’è da finire il lavoro nella Serie A. La Roma è al 5° posto e cerca di ottenere il piazzamento in Europa League, magari provando a chiudere il discorso prima del 22 maggio, ultima giornata di campionato.

La stagione in Italia è stata particolare per lo Special One. Dopo un bell’avvio con 3 vittorie consecutive, qualche certezza è stata smarrita ed alcuni risultati sono stati altalenanti. Una parziale svolta è arrivata dopo la clamorosa debacle in casa contro la Juventus a gennaio: da 3-1 al 70′ al 3-4 finale con il rigore fallito da Pellegrini a due minuti dal 90′ è il punto più basso della Roma in Italia. Ma da quella partita, arriva una serie di 12 risultati utili consecutivi che migliorano decisamente la situazione.

A “causa” della Conference League, la Roma perde però il contatto con la zona Champions League e pertanto entra in lotta con Lazio, Fiorentina ed Atalanta per l’Europa League. Il Derby della Capitale una delle partite più belle del primo anno di Mou in giallorosso: un 3-0 in 40 minuti che annichilisce la squadra di Sarri e regala una grande serata al pubblico romanista.

L’obiettivo adesso è il 5° posto – traguardo minimo raggiungibile – con altre 3 partite da giocare: Fiorentina, Venezia e Torino prima di pensare alla finale di Conference League a Tirana contro il Feyenoord. José Mourinho vuole festeggiare il 1° anno sulla panchina della Roma nel miglior modo possibile.