21 Giugno 2022 - 17:40

Draghi: “Avanti nel sostegno a Kiev, come ci ha detto il Parlamento”

Draghi: "Ho ricevuto il mandato per cercare la pace; aperti i canali diplomatici. Confido nel favore del Consiglio Ue alla candidatura di Kiev".

Draghi

Il premier Mario Draghi nelle comunicazioni al Senato, prima del Consiglio Ue, ha affermato:

“Il governo italiano, insieme ai partner Ue e G7, intende continuare a sostenere l’Ucraina come questo Parlamento ci ha detto di fare”.

Draghi: “Dal Parlamento ho ricevuto il mandato di cercare la pace”

 – Draghi ha spiegato:

“Non smetteremo di sostenere la diplomazia e cercare la pace, nei termini che sceglierà l’Ucraina”. D’altra parte, ha chiarito che “il mandato ricevuto dal Parlamento, da voi, è quello di ricercare la pace, superare la crisi: questa è la guida della nostra azione. Il nostro sostegno a favore di Kiev è anche un impegno alla ricostruzione del Paese”. 

Draghi: “Determinati ad aiutare un popolo europeo” 

“Durante la mia recente visita a Kiev ho visto da vicino le devastazioni della guerra e constatato la determinazione degli ucraini a difendere il loro Paese – ha continuato il presidente del Consiglio -: i nostri Paesi e l’Unione europea sono determinati ad aiutare un popolo europeo nella sua lotta a difesa della democrazia e della libertà”.

“Le sanzioni funzionano” 

– Il premier ha poi confermato:

“Le sanzioni funzionano. Il 3 giugno è stato adottato il sesto pacchetto: il tempo ha rivelato e sta rivelando che queste misure sono sempre più efficaci”. 

“Solo una pace concordata e non subita può essere duratura”

 – Ha poi ricordato che “nella visita il presidente Zelensky ci ha chiesto di continuare a sostenere l’Ucraina per raggiungere una pace che rispetti i loro diritti: solo una pace concordata e non subita può essere davvero duratura”. 

“Confido che il Consiglio Ue appoggi la candidatura di Kiev”

 – Draghi, poi, ha affrontato il tema dell’ingresso di Kiev nell’Unione europea:

“A Zelensky ho ribadito che l’Italia vuole l’Ucraina nell’Ue e che abbia lo status di candidato. L’Italia è stata tra i primi a sostenere questa posizione. Continueremo a farlo in ogni consesso internazionale, consapevoli che non tutti gli Stati membri condividono questa posizione, ma la raccomandazione della Commissione è incoraggiante e confido che il Consiglio europeo possa assumere una posizione consensuale in merito “-ha concluso il Premier.