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Mario Draghi vorrebbe far scattare delle misure specifiche su alcune aree limitate. E prova a coordinare il tutto con la Merkel

Un duo che vuole provare a risolvere la catastrofe in modo deciso e fermo. Angela Merkel e Mario Draghi, in tandem, sono al lavoro per capire come contrastare al meglio la pandemia mondiale che sta affliggendo tutti. Il nuovo premier ha in mente di far scattare alcune misure specifiche su delle aree limitate. Questo, però, non decreterà sicuramente un collasso della strategia “a tre colori”, che anzi continuerà ad essere adottata. Il Comitato tecnico-scientifico sarà ridimensionato e si doterà di un portavoce, però continuerà a fornire al Governo i dati e gli scenari in base ai quali si prenderanno le decisioni politiche.

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Per quanto riguarda i vaccini, il modello da prendere come campione sarà quello inglese. Diverso, invece, sarà il coordinamento per le regole di contenimento del Covid e delle nuove, insidiosissime varianti. Infatti, le mosse di Mario Draghi saranno praticamente in sintonia con quelle dei principali Paesi europei. Ne è testimonianza diretta, per l’appunto, la telefonata serale tra Mario Draghi Angela Merkel, per confrontarsi sugli sviluppi in ambito sanitario, in attesa della riunione di giovedì e venerdì del Consiglio Europeo. La nuova strategia da parte del premier comincia a delinearsi.

La proroga fino al 27 Marzo delle misure del divieto di spostamento tra Regioni anche gialle e la fine della deroga che permetteva di andare a trovare parenti e amici indicano una linea prudente. Linea che comunque indica una cosa importante: Draghi è un uomo di poche parole e molti fatti. A questo punto, dunque, si delinea già la strategia che il primo ministro ha intenzione per combattere la pandemia. Infatti, il primo decreto legge conferma la linea della prudenza, ed è nel segno della continuità.

Una comunicazione rigorosa

Più volte, nei giorni scorsi, abbiamo evidenziato un notevole cambio di registro da parte della politica italiana. Con l’avvento di Mario Draghi come premier, infatti, si è avuto un significativo incremento della comunicazione istituzionale. Una comunicazione rigorosa, ma non per questo meno realista e tangibile. Anzi, il nuovo premier sembra aver preso in mano la situazione anche dal punto di vista politico. Non è solamente un Governo tecnico monocromatico, quello dell’ex BCE. Anzi. Sembra, di fatto, aver preso e raccolto in eredità le stesse caratteristiche che furono del Governo di Giuseppe Conte. La cosa singolare, però, è che proprio il Movimento dell’ex premier ora è fuori dai giochi.

Il metodo adottato da Mario Draghi ha un suo scopo preciso. In primis, serve a mantenere tutti in riga e concentrarsi sul vero obiettivo, vale a dire la lotta alla pandemia, senza distrazioni di sorta come potrebbero essere i dibattiti tra PD e Lega (che senza dubbio arriveranno molto presto) o le consuete “sparate” a zero da parte di Salvini. Quest’ultimo, infatti, ha già cominciato a “mangiare dall’interno” l’organizzazione governativa del nuovo premier, trovando vari pretesti per mettere zizzania sia tra i partiti che tra i tecnici. Una strategia che, finora, non ha premiato, per un motivo preciso.

Siamo di fronte, infatti, ad un deus ex machina imparziale, che ha la fortuna di non appartenere a nessuno schieramento politico e dunque sostanzialmente inattaccabile da qualsiasi fronte. E che ha scelto la via di non approcciare tramite social alla sua comunicazione proprio per mantenere intatto questo status. Dal punto di vista dialettico, infatti, la figura del professore è integerrima, ben voluto dall’Europa tutta, quindi è lui l’uomo giusto su cui puntare per risollevarsi. Con buona pace del centrodestra.

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