Droni, capiamoci di più

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I droni sono la moda del momento, probabilmente anche quella del futuro. Ma c’è ancora troppa confusione, proviamo a fare chiarezza

[ads1]Di droni ne esistono svariati modelli, svariati sono anche i produttori. Le fasce di prezzo e la caratteristiche tecniche sono altrettanto variegate, e la scelta, in effetti, è piuttosto ampia: troppa eterogeneità, però, talvolta crea confusione, soprattutto se c’è una disciplina che ne regola la fruizione ma non è chiaramente reperibile.

Definizione di drone

Per drone s’intende un dispositivo, senza alcun pilota a bordo, capace di alzarsi in volo e, conseguentemente, di volare. Sviluppati inizialmente per soddisfare esigenze di tipo militare, oggi sono diventati oggetti di consumo piuttosto comuni. Dal 2005 circa si sono diffusi quali strumenti lavorativi o a carattere hobbistico, e possono essere suddivisi in tre categorie.

  • Droni con struttura planare: hanno le sembianze simili ed ispirate a quelle degli aeroplani, hanno una discreta autonomia (solitamente maggiore rispetto agli altri modelli/tipologie) e sono anche più veloci. Generalmente sono meno manovrabili delle altre tipologie;
  • Droni con struttura ad eliche: hanno tanta stabilità, volano grazie all’esilio di eliche (in numero pari solitamente) e prendono ispirazione dall’elicottero. Possono volare stabilmente e restare fermi in aria, salire o scendere verticalmente;
  • Droni a struttura mista: sono capaci di volare e di muoversi a terra, hanno ruote motrici oppure sono sviluppati per la navigazione.

DJI Ispire 1

Droni per uso hobbistico e per uso lavorativo

Esistono sostanzialmente due differenze tra i droni, quelli adoperabili per uso hobbistico e quelli per uso professionale/lavorativo, e le differenze tra le due categorie sono importanti. Per drone, soprattutto in questo ambito, s’intende sia un apparecchio da poche decine d’euro che uno di qualche migliaio.

Quelli più economici sono, solitamente, quadricotteri (quattro eliche), con pochissima autonomia di volo, un peso esiguo, non hanno stabilizzazione attiva, mentre quelli più costosi hanno decisamente altre caratteristiche: stabilizzazione giroscopica, sensori differenti (da quelli di prossimità, di altitudine, GPS, al barometro), apparecchi incorporati di video-ripresa, antenne wi-fi ecc.

Drone

I droni per uso professionale sono, come quelli che non lo sono, di differente pezzatura e con differente prezzo a seconda del modello. Le caratteristiche che, immancabilmente, li identificano sono le capacità di ripresa ad alta qualità, sensori per la raccolta di dati aerei differenti, ed il prezzo generalmente è proporzionale al carico (in peso) che possono trasportare. Hanno numerosi rotori, non in numero predefinito, ma generalmente non meno di sei. Sono, poi, indubbiamente sviluppati per soddisfare certi bisogni e non hanno le caratteristiche molto generiche di quelli per uso hobbistico, possono raggiungere altitudini maggiori e distanze dal controllo maggiori.

Le regole per i differenti usi

L’uso professionale dei droni è vincolato da numerose norme da rispettare:

  • I modelli con peso massimo al decollo di 150 kg vengono disciplinati dall’ENAC – Ente Nazionale per l’Aviazione Civile;
  • I modelli con peso tra 0 e 25 kg possono essere adoperati con una dichiarazione autoprodotta, per operazioni “non critiche”, quindi al di fuori degli agglomerati urbani, aree industriali, aree militari o nei pressi di aeroporti;
  • Negli altri casi va richiesta autorizzazione all’ENAC;
  • Per i droni oltre i 25 kg è obbligatorio un patentino;
  • Come nel punto precedente, è fatto obbligo anche sottoscrivere un’assicurazione a copertura di eventuali danni a terzi – consigliata, ma non obbligatoria, per i droni a uso hobbistico.

DJI S1000

Si prevede, però, in futuro la realizzazione di corsi e il rilascio di un patentino, un brevetto di volo, per l’uso dei droni a scopo professionale.

Sicuramente più interessante, data la diffusione di questi modelli e la non conoscenza delle norme in materia, è ciò che riguarda i droni ad uso hobbistico:

  • Per l’uso hobbistico dei droni è vincolante l’uso in aree non densamente popolate, selezionate, ad un raggio massimo dall’operatore pari a 200 metri;
  • Non si può superare l’altezza di 70 metri;
  • Il volo deve essere a vista – mantenendo il contatto visivo con l’apparecchio;
  • Esclusività d’uso nelle ore diurne;
  • Il volo non deve essere potenzialmente rischioso per persone o cose;
  • Non si può effettuare alcun volo entro un’area inferiore, per distanza, a 8 km da aeroporti e aree di atterraggio o decollo.

Maggiori informazioni sono comunque reperibili sul Documento ENAC “Mezzi Aerei a Pilotaggio Remoto” (lo trovate, in versione PDF, cliccando sul link immediatamente precedente a questa parentesi), nelle pagine 19 e 20.

Drone

Nuove norme all’orizzonte

Si sta già parlando, da un po’ di tempo, di nuove norme a disciplinare il volo dei droni. Ecco una breve sintesi di cosa potremmo attenderci.

Si prevede – ma si attendono ulteriori evoluzioni in materia – che i droni con peso inferiore ai 2 kg siano inoffensivi, quindi potrebbe essere consentito l’uso in tutti gli scenari possibili (sempre evitando di arrecare danni a cose e persone, quindi escluso in caso di cortei e manifestazioni) possedendo un attestato ed il drone deve possedere tutte le caratteristiche necessarie ad essere considerato inoffensivo. Entro fine anno dovrebbero arrivare chiarimenti, anche perché, per i modelli inferiori a 300 grammi si può parlare di micro-droni, che, in sintesi rientrano in discipline ancora più molli. [ads2]

Redazione ZONhttps://zon.it
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Updated on 26 July 2021 - 03:54 03:54