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Elezioni in Spagna: i risultati definitivi. La maggioranza piena non è stata ancora raggiunta e si prospetta ancora una volta un governo d’intesa

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Con tutta l’attesa e le aspettative per  il B-Day, che ha poi portato poi il Regno Unito a lasciare l’Unione Europea, in molti si erano dimenticati che l’instabilità di un altro Paese potrebbe portare con sè numerose conseguenze. La Spagna, infatti, dopo una prima tornata elettorale svoltasi sei mesi fa, senza che venisse raggiunta una maggioranza stabile, nella giornata di ieri è tornata alle urne. Purtroppo il medesimo risultato si è verificato e la maggioranza assoluta anche questa volta è mancata. Facciamo il punto di queste elezioni.

I vincitori

Il Premier uscente, Mariano Rajoy, esponente del Partito Popolare, ha vinto con il 33% e ha acquisito 137 seggi su 150. Podemos perde la posizione di secondo partito del Paese e cede il passo al Partito Socialista (Psoe) che con Pedro Sanchez prende il 22,67% dei voti, e 85 seggi. Terzi i democratici di Podemos con 71 seggi, frutto dell’alleanza con Izquierda Unida, che ha portato alla coalizione di Unidos Podemos. Infine i centristi di Ciudanos con 32 seggi. Stessa situazione che si prospettava nelle elezioni del dicembre del 2015: nessuna forza politica ha raggiunto i 176 seggi necessari alla maggioranza assoluta. 

Ancora una volta, anche in queste elezioni spagnole, ha vinto il partito più temuto, quello dell’astensione. Ha votato infatti il 69,11% degli aventi diritto, la più bassa mai registrata nella storia della Spagna repubblicana. Delusione è stata espressa da tutte le forze politiche, che con questa nuova tornata elettorale speravano di uscire dallo stallo degli ultimi mesi e formare finalmente un governo.

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Mariano Rajoy leader del Pp

Pablo Iglesias, leader di Podemos e ideatore dell’alleanza di Unidos Podemos ha espresso perplessità per questo risultato e non nasconde l’amarezza di essere passato da secondo a terzo partito della Spagna. La volontà di governare rimane e Podemos è aperta a qualsiasi scenario, afferma il leader Iglesias. Ma Rajoy non ci sta e rivendica con forza il risultato elettorale “Rivendichiamo il diritto di governare, perché abbiamo vinto, da domani inizieremo a parlare con tutti. Abbiamo continuato a crederci, non abbiamo abbassato la testa. La nostra è stata una battaglia per la Spagna”.

Molto probabilmente la Brexit ha allungato la sua ombra anche su queste elezioni in Spagna. Podemos, inizialmente acclamato come il partito del cambiamento, che tra i suoi dettami di base aveva l’avversione verso Bruxelles e le sue politiche di austerità, non ha evidentemente convinto con i suoi proclami giustizialisti. Gli spagnoli non hanno continuato a premiare questa linea politica, e hanno permesso che scivolasse in terza posizione tra le preferenze espresse in queste elezioni. Un segnale evidente che forse l’Europa non è una mamma così severa come si crede, e che restare sotto la sua protezione non è poi così male come tutti pensano. [ads2]

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