Fedez: il discorso al Concerto Primo Maggio diventa un caso mediatico

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In occasione del tradizionale Concerto Primo Maggio, Fedez recita un toccante discorso a favore di tutti i lavoratori del mondo dello spettacolo e racconta dell’ipocrisia relativa alla calendarizzazione della Ddl Zan. Scoppia il caso mediatico

In occasione del Concerto Primo Maggio, il rapper italiano Fedez non ha esitato a pronunciare sul palco un toccante monologo a favore di coloro che lavorano nell’industria dell’intrattenimento, per poi rivolgere l’attenzione di tutto il pubblico riguardo l’ipocrisia e lo scandaloso ritardo relativo alla calendarizzazione della Ddl Zan, la legge contro l’omotransfobia.

Già diverse ore prima di salire sul palco, Fedez aveva fatto sapere tramite i suoi account social che il testo del suo discorso è stato sottoposto ad approvazione politica. Così come ha fatto sapere che i vertici di Rai 3 hanno esortato il cantante ad omettere nomi di partiti e di politici; e solo a causa dell’insistenza di quest’ultimo gli è stato concesso di esprimersi liberamente nei toni e nei modi che riteneva più giusti.

Dopo essersi esibito al Concerto Primo Maggio, Fedez legge, in diretta televisiva, il suo intervento. Ribadisce che: “In prima battuta l’approvazione non c’è stata – spiega il rapper dal palco – O meglio, dai vertici di Rai3 mi hanno chiesto di omettere dei nomi, dei partiti e di edulcorarne il contenuto. Ho dovuto lottare un pochino, un po’ tanto, ma alla fine mi è stato dato il permesso di esprimermi. Ha poi aggiunto: “Mi assumo tutte le responsabilità e tutte le conseguenze di ciò che dico e faccio. Sappiate però che il contenuto di questo mio intervento è stato definito dalla vicedirettrice di Rai 3 come inopportuno.

Prima di tutto, il rapper ha iniziato con fare un tributo a tutti i lavoratori del mondo dello spettacolo. Lavoratori bloccati da oltre un anno a causa dell’emergenza sanitaria, e che non aspettano altro che l’industria dell’intrattenimento riparta, in modo che anche a loro sia concesso di ripartire. “Buon primo maggio a tutti i lavoratori, anche a chi il lavoro ce l’ha ma non ha potuto esercitarlo per oltre un anno. Per i lavoratori dello spettacolo questa non è più una festa. Caro Mario (Mario Draghi, Presidente del Consiglio dei Ministri), capisco perfettamente che il calcio è il vero fondamento di questo Paese; però non dimentichiamoci che il numero dei lavoratori del calcio e quello dello spettacolo si equivalgono. Quindi, non dico qualche soldo, ma almeno qualche parola, un progetto di riforma, in difesa di un settore che è stato decimato da questa emergenza e che è regolato da normative stabilite negli anni ’40 e mai modificate a dovere fino ad oggi. Quindi, caro Mario, come si è esposto nel merito della Superlega con grande tempestività, sarebbe altrettanto gradito il suo intervento nel mondo dello spettacolo“.

Il vero clou del discorso di Fedez però, è stato l’attacco alla Lega e il conseguente comportamento da parte di questa forza politica riguardo all’approvazione della legge Ddl Zan. “A proposito di Superlega, due parole sull’uomo del momento, il sonnecchiante Ostellari (Andrea Ostellari, Presidente della commissione Giustizia del Senato). Ostellari ha deciso che un disegno di legge di iniziativa parlamentare, quindi massima espressione del popolo, che è stato già approvato alla Camera come il Ddl Zan, può essere tranquillamente bloccato dalla voglia di protagonismo di un singolo, cioè se stesso.

Fedez prosegue con una nemmeno tanto sottile ironia e pronuncia, in diretta nazionale, specifici nomi e cognomi (la citazione è d’obbligo). “D’altronde, Ostellari fa parte di uno schieramento politico che negli anni si è distinto per la sua grande lotta all’uguaglianza. Adesso, vorrei decantarvi un po’ dei loro aforismi.”

Ecco tutti i nomi dei politici che sono stati citati da Fedez, le cui aberranti dichiarazioni fanno gelare il sangue:

  • Giovanni De Paoli, Consigliere regionale Lega-Liguria: “Se avessi un figlio gay, lo brucerei nel forno”
  • Alessandro Rinaldi, Consigliere per la Lega Reggio- Emilia: “I gay? Che inizino a comportarsi come tutte le persone normali”
  • Luca Lepore e Massimiliano Bastioni, Consiglieri regionali leghisti: “gay, vittime di aberrazioni della natura”
  • Alberto Zelger, Consigliere comunale della Lega nord a Verona: ” I gay sono una sciagura per la conservazione e la riproduzione della specie”
  • Stella Khorosheva, candidata leghista: ” Il matrimonio gay porta all’estinzione della razza”
  • Giuliana Li Vigni, candidata della lega “Fanno le iniezioni ai bambini per farli diventare gay”- Quest’ultima ha anche un tocco fantasy, aggiunge ridendo Fedez.

Fedez prosegue, dicendo: “Qualcuno, come Ostellari, ha detto che ci sono altre priorità in questo momento di pandemia, rispetto al ddl Zan. Allora guardiamole. Il Senato non ha avuto tempo perché doveva discutere: dell’etichettatura del vino, della riorganizzazione del Coni, di indennità di bilinguismo ai poliziotti di Bolzano e, per non farsi mancare nulla, il reintegro del vitalizio di Formigoni. Quindi, secondo Ostellari, probabilmente il diritto al vitalizio di Formigoni è più importante della tutela dei diritti di tutti e di persone che vengono quotidianamente discriminate fino alla violenza“.

Conclude poi con un appello al movimento ProVitaFamiglia e al suo presidente, Jacopo Coghe. Proprio qualche giono fa, Coghe ha pubblicato un tweet, in cui diceva che “Dati alla mano in Italia non esiste nessuna emergenza d’omofobia. Covid, lavoro perso, disabilità abbandonata e scuole chiuse sono un’emergenza. L’emergenza omofobia è un’invenzione mediatica fomentata dalla Sinistra per nascondere emergenze reali che non è in grado di risolvere”.

A proposito di diritto alla vita. Quella del presidente dell’Associazione ProVita, l’ultra cattolico e antiabortista, Jacopo Coghe, amicone del leghista Pillon, in questi mesi è stata la prima voce a sollevarsi contro ddl Zan. L’antiabortista, però, non si è accorto che il Vaticano ha investito più di 20 milioni di euro in un’azienda farmaceutica che produce la pillola del giorno dopo. Quindi, cari antiabortisti, caro Pillon, avete perso troppo tempo a cercare il nemico fuori e non vi siete accorti che il nemico ce l’avevate in casa” – conclude così Fedez.

Un discorso coraggioso che, per certi versi, fa anche rabbrividire. Sembra assurdo, infatti, pensare che la Rai abbia fatto richiesta ad un’artista di censurare le sue parole e, di conseguenza, il suo pensiero. La rete si è subito accertata di smentire la notizia, sostenendo che è “fortemente scorretto e privo di fondamento sostenere che la Rai abbia chiesto preventivamente i testi degli artisti intervenuti al tradizionale Concertone del Primo Maggio, per il semplice motivo che è falso, si tratta di una cosa che non è mai avvenuta“. Per tutta risposta, Fedez ha subito pubblicato il video della telefonata avuta con la direttrice di Rai 3 e i suoi collaboratori (clicca qui per vedere il video).

D’altro canto, subito sono insorte le voci scandalizzate da tutti coloro che si sono sentiti attaccati dal discorso di Fedez. Ne è scoppiato subito un caso mediatico e politico allo stesso tempo; ma il coraggio di Fedez non ha mancato di ricevere lodi ed elogi da tutto il pubblico (l’hashtag #Fedez è in tendenza da ieri pomeriggio su Twitter, e il cantante non smette di acquisire approvazione). Ultima lode viene proprio da Giuseppe Conte, il quale si è schierato a favore del musicista, dichiarando le seguenti parole: “Io sto con Fedez. Nessuna censura”.

tiara
Nata a Caserta e studia Scienze della Comunicazione all'Università degli studi di Salerno. Le piace viaggiare in modo da poter scoprire sempre cose nuove. Grande appassionata di arte in tutte le sue forme, in particolar modo letteratura, cinema, pittura e fotografia. Con la scrittura spera di poter condividere le sue passioni.

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Updated on 20 September 2021 - 10:00 10:00