Figliuolo vaccini
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“È più uno spot che una necessità”. Così Figliuolo sull’ipotesi di vaccini in vacanza. “Già siamo organizzati per i lavoratori non residenti”

Sono tanti i dubbi degli italiani in merito alla campagna vaccinale nel periodo di vacanze. Sulla questione ha risposto in maniera decisamente esaustiva il Commissario per l’Emergenza Francesco Figliuolo ai microfoni di Radio 24.

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“La Conferenza delle regioni mi ha chiesto la possibilità di essere ancor più flessibile e dare la facoltà di fare anche in casi particolari la seconda dose in vacanza. Ho appena firmato la risposta: per la struttura va bene, ci organizzeremo e faremo gli opportuni bilanciamenti logistici delle dosi. Dal punto di vista dei flussi informativi le procedure sono già state limate, ora le regioni le dovranno mettere in pratica” – afferma l’ufficiale.

In merito ad un’eventuale ipotesi di terza dose di vaccino, poi, aggiunge: “Non sappiamo ancora quanto “durerà” questo vaccino, noi ragioniamo come se durasse un anno. Posso dire che abbiamo già opzionato di concerto con l’Unione Europea, una quantità tale di vaccini, per coprire tutta la popolazione con un’ulteriore dose ed anche con una robusta riserva. Per la futura vaccinazione immagino uno spostamento dagli hub agli ospedali, medici di base, farmacia, punti vaccinali aziendali”.

Figliuolo si dimostra assolutamente non preoccupato dalle perplessità mostrate dagli scettici: “Un tema di scettici c’è in ogni campagna vaccinale – spiega – a livello umano è normale la paura del nuovo. Bisogna aver fiducia della scienza. I valori degli scettici in questo momento non sono preoccupanti. Si vede tangibilmente il risultato e l’attività premiale di chi si vaccina su se stesso e sulla sua famiglia. Il premio è far sì che i propri congiunti si mettano in sicurezza. Poi è normale che noi andremo avanti anche con la capillarizzazione nella ricerca di chi non si è ancora vaccinato. Siamo al 91,5% degli over 80 (con almeno una dose) e all’85% degli over 70. Ora continuiamo a cercare chi non si è vaccinato con i team mobili dell’esercito insieme alle asl nelle aree remote”.

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