Le NBA Finals si spostano nella casa del Re



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Dopo le due gare vinte dagli uomini di coach Kerr, la serie si sposta a Cleveland, dove LeBron James cercherà di vincere la prima gara di queste finals

Quicken Loans Arena, Gara 3 dei “Big 3” per la terza volta in tre anni. Partita chiave per i Cleveland Cavaliers dopo gli scivoloni delle prime due gare di queste Finals NBA 2017 contro i talentuosi Golden State Warriors. Le migliori squadre della lega si affrontano per la gara decisiva che sancirà dove questa serie debba portare, se nella baia di San Francisco o nella East Coast del “ragazzino di Akron”. Prime due gare letteralmente dominate dal trio Curry, Durant, Thompson che hanno annichilito un LeBron James troppo spesso abbandonato dai compagni (Love e Smith su tutti), e fatto capire che quest’anno non sprecheranno il vantaggio come la scorsa edizione (dove “buttarono” via un vantaggio per 3-1).

Tutto troppo facile nelle prime due gare, dove i Warriors riescono a rendere gli ultimi minuti delle partite una sorta di formalità, dato che, come nella gran parte degli incontri di quest’anni, le gare vengono decise nel terzo quarto. Durant e Curry illuminano, Thompson in versione difensore perimetrale e il solito Draymond Green che con il suo Trash Talk rende le partite insopportabili per gli avversari, una combo perfetta che ha reso la vita non facile ai ragazzi di coach Lue che hanno visto nel numero 35 avversario il nemico numero 1 per la conquista al titolo.

Partiamo proprio da quel numero 35, che viaggia con una media stratosferica di 35.5 punti a partita e viene dal record di schiacciate in gara 1 (7) che eguaglia quel Shaquille O’Neal dominante nell’anno 2000-2001. LeBron ovviamente non resta a guardare e come un leone ferito ha tenuto a galla i suoi fino alla fine del terzo periodo di gioco (in entrambe le partite), collezionando una “quasi” tripla doppia di media. Non basta, e non bastano nemmeno i 24 punti di media del suo fedele scudiero Kyrie Irving che nulla può contro i ragazzi della baia tatticamente perfetti e lasciati troppo spesso soli, il trio ha avuto modo di punire gli avversari a suon di triple e canestri in campo aperto, complice una solidità difensiva raramente vista in questi anni. D’altro canto i Cavs non hanno dimostrato una buona intesa di squadra, quasi come non si aspettassero questo treno in corsa chiamato Warriors. lo stesso James ha dichiarato nel post partita che i Warriors sono migliorati soprattutto nella parte mentale del gioco rispetto alle due Finals scorse, complice anche l’innesto di grandi giocatori sia titolari che dalla panchina, coach kerr invece non vuole cantare vittoria e tiene duro, confermando che la serie potrebbe addirittura ritrovarsi in perfetta parità dopo le due partite in Ohio.

Non resta che lasciare tutto al verdetto divino degli Dei della palla a spicchi, Giovedì 8 Giugno alla Q Arena e del giudizio del Re, mai da sottovalutare in queste partite decisive.

 

 

 

 

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