Dune

L’8 ottobre 1920 nasceva a Tacoma, nello stato di Washington, Frank Herbert. Creatore della saga di Dune, uno dei capisaldi della fantascienza moderna, Herbert ha ispirato e rinnovato un intero genere letterario

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L’idea per realizzare quello che è stato il suo più grande capolavoro, nonché uno dei capisaldi fondamentali della fantascienza moderna, venne a Frank Herbert un giorno come un altro.

Lo scrittore, già autore di pezzi di fantascienza apparsi su riviste specializzate fra le quali  Astounding Science Fiction e Amazing Storiesstava lavorando ad un pezzo su certi lavori in corso d’opera sulle dune sabbiose dell’Oregon, come inviato di un giornale locale.

Herbert stava osservando alcuni operai intenti a lavorare in mezzo alla sabbia, e mentre questi ultimi cercavano di stabilizzare quelle dune mediante l’impiego di piante e altre erbe provenienti dall’Europa, si appassionò talmente a questo lavoro da iniziare a svolgere ricerche sulla sopravvivenza della flora in ambienti ostili.

Dune
Frank Herbert, il genio di Dune

Alla fine quell’articolo non comparve mai sulla stampa, perché Herbert scelse di tenerlo per sé, ritenendolo una base affascinante per un racconto.

Era il 1959 e quel pezzo divenne le fondamenta del suo Dune, l’opera che rivoluzionò la fantascienza e la riformulò in toto, dopo che per anni essa era stata legata ai canoni descritti da Isaac Asimov, l’inventore della fantascienza del XX Secolo.

Herbert non era neanche laureato, e in base ai racconti della moglie si ricava un ritratto di un uomo che amava studiare solo quello che gli piaceva, e all’inizio il libro non ebbe neanche un grande successo. Quando, però, nel 1966 il libro vinse il premio Nebula, il più importante riconoscimento nel campo della fantascienza, fu un vero e proprio boom.

La storia di Dune è ambientata in un futuro lontano, nel quale la Terra ha presumibilmente esaurito le sue risorse e l’umanità si è diffusa nello spazio: ora esistono cinque grandi pianeti, dominati ciascuno da una famiglia. C’è il pianeta Caladan, dominato dalla famiglia Atreides; c’è Giedi Primo, retto dai baroni Harkonnen; c’è Corrino, dominato dalla famiglia omonima, il cui leader, il padishah Shaddam IV regge l’intero ordine dei pianeti (il Landsraad).

In mezzo a questo sistema di pianeti c’è poi Arrakis, un pianeta desertico dominato dai misteriosi vermi delle sabbie e dalla popolazione nomade dei Fremen; un pianeta apparentemente senza valore, se non fosse per la spezia, il mélange che consente ai navigatori spaziali di annullare il tempo e lo spazio e coprire distanze siderali.

Sul tentativo di dominare il Landsraad ruota quindi tutta la storia di Dune: il padishah  alleato con i malvagi Harkonnen uccide il capo degli Atreides, Leto, quindi abbandona il figlio Paul e sua moglie su Arrakis, convinto che il deserto avrà la meglio su di loro. Ma proprio qui Paul scoprirà di non essere un semplice erede al trono: egli è infatti il Kwisatz Haderach, una figura messianica destinata a dominare l’universo con il suo potere.

Paul dovrà quindi svegliarsi per riportare la pace nell’universo e divenire così il dominatore della galassia vendicando suo padre.

Dopo Dune, Herbert scrisse altre cinque storie: Messia di Dune, I Figli di Dune, L’imperatore-dio di Dune, Gli eretici di Dune e la Rifondazione di Dune, ma nessuno di questi libri, esattamente come il primo, è mai stato portato sugli schermi.

Ci provò David Lynch, che nel 1986 girò Dune utilizzando le scenografie di un progetto ambizioso, quello del maestro cileno Alejandro Jodorowsky, che tentò di realizzare il suo progetto per Dune ma fallì a causa dei rifiuti delle case cinematografiche americane. In quel progetto, di cui è recente un documentario dal titolo “Jodorowsky’s Dune“, Salvador Dalì avrebbe dovuto svolgere il ruolo del Padishah Shaddam IV (per centomila dollari per minuto di apparizione), mentre la colonna sonora sarebbe stata affidata ai Pink Floyd. Le scenografie, invece, sarebbero state quelle di Moebius, leggendario fumettista francese.

Oggi, 8 ottobre 2015, Herbert avrebbe compiuto 95 anni, ma l’autore scomparve a Madison, nel Wisconsin, nel 1986.

Riuscì a vedere il Dune di Lynch e si fregiò dell’onore che gli tributò George Lucas, per il quale “Senza Dune, Guerre Stellari non sarebbe mai esistito”, ma il cinema ancora attende un capolavoro all’altezza del libro. E forse nessuno ci riuscirà mai.

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