furto

Furto “voluminoso”: un ex dirigente di azienda di sessant’anni è stato sorpreso a rubare

[ads2] Riportata così, la notizia del furto ha ben poco di originale. Massimamente, poi, in un periodo in cui i mezzi economici sono ridotti al lumicino e quindi le giustificazioni di un furto sempre più a buon mercato.

Eppure vi devo confessare che se una ruberia, di per sé ovviamente sempre deprecabile, potesse essere “abbuonata” e/o addirittura incoraggiata, ebbene, sarebbe proprio questo uno di siffatti casi. E sì perché il Lupin in questione non è stato “sgamato” a sgraffignare soldi, rolex, autovetture o portafogli. Nossignore. L’impunito è stato colto in flagranza mentre portava via…libri. Già, proprio di libri si tratta. Ma vi è di più: alla domanda delle allibite forze dell’ordine, a tal punto (immagino) da bruciare la prima (perché rubi?) e passare direttamente alla seconda domanda (per quale motivo dei libri?), il contrito ex dirigente ha candidamente risposto:<Perché ho sete di cultura da libri e non riesco, avendo perso il lavoro, a soddisfarla!>

furto libri

<Eureka!>

<Eppur si muove.>

<Verrà un giorno...!>.

<Obbedisco!>

Ecco, del tutto inconsapevolmente, il ladro in questione ha partorito un’altra frase memorabile (“sete da cultura da libri”) degna di essere inserita in un similare elenco per la correlazione tra sete, come bisogno insopprimibile dell’uomo, e cultura, libri.

O arguto fuorilegge intento, novello Paperone, a tuffi corroboranti nei mucchi di caratteri stillanti vita e sangue umano, chi è più smaliziato di te che hai capito come il più importante capitale sia quello racchiuso nella calotta cranica? Anche, infatti, nelle angustie sferzanti della povertà; pure se fossi inchiavardato nell’immobilità più assoluta; perfino se il tuo corpo fosse passato dallo stato animale a quello vegetale, ebbene, stanne pur certo che sempre, in qualche rimasuglio della mente, si proietterà qualcosa che assomigli alla distesa di un oceano solcato dalla vociaccia dei pirati che intonano:

Quindici uomini sulla cassa da morto, yo-ho-ho! E una bottiglia di rum per conforto!”