In George Orwell viene profetizzata una situazione a noi vicina temporalmente, i nessi e le assonanze con il regime comunista non possono dunque sfuggire

George Orwell nacque in India il 25 giugno 1903 con il nome di Eric Arthur Blair, a Motihari, nel Bengala. La sua famiglia era di modeste condizioni economiche ad apparteneva ad una borghesia chiamata “Saib”, che lo stesso Orwell definì ironicamente “nobiltà senza terra”.

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Nel 1907 si stabilì nel Sussex con la madre e le due sorelle, dove si iscrisse alla Saint Cyprian School, si arruolò nel 1922 nella Indian Imperial Police, dove prestò servizio per cinque anni in Birmania.

Nel 1945 comparve il primo dei suoi due famosi romanzi utopici “La fattoria degli animali” che coniugando il romanzo con la favola animale e la lezione satirica, costituisce un unicum della narrativa orwelliana; nel 1948 esce l’altra sua celebre opera “1984”, utopia che prefigura un mondo dominato da due superstati perennemente in guerra tra loro.

In George Orwell viene profetizzata una situazione a noi vicina temporalmente, i nessi e le assonanze con il regime comunista non possono dunque sfuggire. George Orwell è senza dubbio uno dei più grandi critici sociali dell’era moderna.

Ecco una delle tante citazioni di Orwell: “Nel nostro tempo non c’è possibilità di restare fuori dalla politica. Tutte le questioni sono questioni politiche e la politica, in sé, è una massa di menzogne, evasioni, follia, odio e schizofrenia”

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