tsunami in giappone
immagine da Pixabay

Le acque radioattive provenienti dal reattore nucleare di Fukushima potranno essere rilasciate nell’Oceano: lo ha stabilito il Governo del Giappone

Importante novità proveniente dal Giappone che potrebbe segnare una nuova importante proteste da parte degli ambientalisti. Il Governo ha approvato il piano per poter rilasciare le acque provenienti dal reattore nucleare di Fukushima con arrivo direttamente nell’Oceano.

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Il progetto partirà ufficialmente tra due anni ed ha uno scopo ben preciso: l’acqua radioattiva sarà filtrata, diluita e lavorata per abbattere i livelli di radiazione. Un processo che durerà per almeno una decina d’anni prima di essere completato, dopo anni ed anni di importanti dibattiti in merito al piano elaborato. Al momento, le acque di scoria sono tenuti in alcuni serbatoi e gli impianti della Tokyo Electric Power Co sono in procinto di esaurimento. L’obiettivo sarà quello di ricaricarli nell’immediato 2022. Stando al rapporto Reuters delle scorse settimane, sono 1,3 milioni di tonnellate di acque immagazzinate al momento.

Una decisione che ha scatenato le ire i pescatori giapponesi, preoccupati per la fauna ittica, ma soprattutto le proteste di Cina e Corea del Sud, i quali hanno espresso parere contrario in merito al piano approvato dal Giappone. Anche Greenpace ha fatto già sapere il proprio dissenso in merito a questa decisione. Infine gli scienziati sostengono che gli elementi che restano in acqua sarebbero dannosi in parte per l’uomo.

Il Giappone però dà garanzie sul piano stabilito e l’intento sarà quello di rimuovere tutti gli elementi radioattivi per far defluire così acque sicure nell’Oceano. Questo piano potrebbe essere sostenuto anche dagli Stati Uniti che sono pronti a dare appoggio per l’iniziativa giapponese. La certezza è che si aprirà un nuovo dibattito per quanto riguarda il tema ambientale in merito.

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