Governo, Conte parla al Senato sulla crisi di Governo



Conte Olivia Paladino
Diretta Facebook Giuseppe Conte

Giuseppe Conte chiarisce le sue posizioni sulla crisi di Governo al Senato. E tratta tutto ciò che è successo dalla mozione di sfiducia in poi

Siamo alla resa dei conti, questa volta definitiva. Giuseppe Conte, presidente del Consiglio, parla dinanzi al Senato sulla crisi di Governo. E, davanti ai senatori della Lega che protestano animatamente come animali, si arrabbia e li zittisce. In tutto questo, la “vittima” Matteo Salvini, che siede alla destra del capo di Governo, si accinge a fare smorfie e a smentire le parole del presidente del Consiglio. Un comportamento francamente inaccettabile, soprattutto da mantenere in Senato.

La decisione della sfiducia è grave, perché interrompe un rapporto di Governo che stava realizzando molti risultati. Inoltre, viola l’impegno che lo stesso leader della Lega aveva sancito con il contratto di Governo. Considero pienamente legittimo mirare a incrementare il proprio consenso. Ma, affinché il sistema democratico possa andare avanti, bisogna sollecitare i cittadini a non votare ogni anno.” ha dichiarato Conte, sotto gli applausi ironici dei senatori leghisti.

Caro Matteo, con questa crisi ti sei assunto una grande responsabilità. Queste si affrontano non nelle piazze, ma in Parlamento. Il principio di pesi e contrappesi è fondamentale per evitare derive autoritarie. Non abbiamo bisogno di persone con “pieni poteri”, ma con ragione e senso di responsabilità. Se tu avessi dimostrato cultura delle regole, l’intero Governo ne avrebbe giovato. Chi governa dovrebbe evitare, nei comizi, di accostare simboli religiosi alla politica. Non hanno nulla a che vedere con il principio di coscienza religiosa. Rischiano di offendere il sentimento dei credenti e oscurare il principio laico dello Stato. La politica deve adoperarsi per elaborare un grande piano per aumentare il sistema produttivo. Non di social e quant’altro.” ha poi detto il presidente del Consiglio.

Conclusione

Concludo quest’esperienza di Governo, metterò nuovamente il mio potere nelle mani del presidente della Repubblica. Potrò testimoniare che, quando si è chiamati ad operare scelte dolorose, si riesce comunque a spiegare ai cittadini che queste non sono eseguite per pura soddisfazione personale. Potrò testimoniare che, se gli incarichi non sono così pesanti, questi ultimi saranno ripagati dagli affetti delle persone. I cittadini ci perdonano anche eventuali errori e manchevolezze personali. La politica è davvero quella nobile arte che ci consente di perseguire grandi obiettivi. Viva la nostra Patria, viva l’Italia.” ha poi concluso il presidente del Consiglio, che ha annunciato la fine dell’esperienza di Governo.

Successivamente, il presidente si è congratulato con tutti coloro che sono stati operanti nel Governo, compreso lo stesso ministro dell’Interno.

Salvini ha poi replicato: “Rifarei tutto quello che ho fatto. Con la grande forza di essere un uomo libero. Ciò vuol dire che non ho paura del giudizio degli italiani. In quest’aula ci sono uomini e donne liberi e alcuni un po’ meno. Bastava il Saviano di turno a raccogliere questa sequela di insulti. Noi abbiamo a cuore l’Italia del 2050. La critica più surreale di tutte è stato “non si fanno le crisi ad Agosto”. I problemi ci sono, è evidente. La libertà consiste nel non avere nessun padrone. Non voglio catene, siamo il Paese più bello e potenzialmente più ricco del mondo. In democrazia, la via maestra è sempre quella di chiedere il parere agli italiani.

Lo stesso leader della Lega ha poi citato Manzoni, sbagliando in maniera imbarazzante la citazione.

 

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