Governo: Luigi Di Maio, la bisbetica domata



Decreto Dignità Scontro Rodotà

Il capo politico del Movimento 5 Stelle Luigi Di Maio le prova tutte, pur di dare un Governo al Paese. E lancia una nuova idea: un Governo con la Lega, ma con un Premier “terzo”

Luigi Di Maio è ormai stanco di combattere i suoi demoni. Il dialogo con Matteo Salvini prosegue a distanza, e aggiunge un altro step per garantire un Governo al Paese. L’ultima mossa, forse la decisiva (questo è quanto sperano tutti gli italiani), è stata partorita da tutto il caos scaturito finora. Sì ad un Governo M5S-Lega, ma con un Premier terzo.

Una decisione che ha dell’incredibile, se pensiamo al fatto che lo stesso Di Maio era abbastanza restio a quest’ipotesi, tanto da scontrarsi con Salvini più e più volte. Il leader grillino era, infatti, fermamente convinto di avere il diritto pieno di governare il Paese, di essere lui il nuovo faro italiano. Il passo indietro è forse frutto di stanchezza, o una semplice presa di coscienza e comprensione del fatto che, ad essere così fermo sulla questione Governo, lo stesso pentastellato non avrebbe guadagnato nulla, se non un ulteriore stallo.

Quindi, il capo politico del Movimento 5 Stelle, ora, assume il ruolo della “bisbetica domata”. Della serie: tanto rumore per nulla. La frenesia dei giorni passati e il furore pre-elettorale si è smarrita in una quiete certosina, del tutto accomodante, ad evidenziare l’inutilità di una battaglia combattuta finora col coltello tra i denti.

Dunque, delle domande, anzi, LE domande sorgono spontanee. A cosa sono serviti due mesi interi di botta e risposta, per poi optare su una soluzione che era già comprensibile dal giorno seguente alle elezioni? A cosa è servito lottare per farsi valere l’uno sull’altro, cari Di Maio e Salvini, quando poi nessuno dei due sarà il premier del Paese?

Ve lo diciamo noi: a lasciare il Paese senza Governo per un mese intero, e a farlo affossare ulteriormente.

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