Mario Draghi
Dalla diretta di Palazzo Chigi

Il governo Draghi blocca le vecchie cartelle esattoriali, ma il leader della Lega, Matteo Salvini, chiede uno sforzo in più

Mario Draghi scioglie la matassa delle cartelle esattoriali. Il condono sarà valido per tutte le cartelle a partire dal 2000 al 2010 compreso e non fino al 2015 come annunciato in precedenza.

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L’accordo

La decisione del governo Draghi lascia però fuori le multe stradali, i pagamenti di danni erariali e i debiti per il recupero di aiuti di Stato. Il nuovo accordo prevede, invece, la cancellazione automatica dei vecchi crediti, passati cinque anni dall’affidamento all’agente della riscossione, se prive di procedure di esecuzione o con definizioni agevolate.

Tra le ipotesi si pensa anche a un nuovo stop, almeno fino al 30 Aprile, alle notifiche delle nuove e recenti cartelle esattoriali. Dal primo Marzo, infatti, il Fisco si era rimesso a lavoro, riprendendo sia la consegna delle cartelle sospese dall’8 Marzo, che quelle più recenti, emesse appunto il primo Marzo.

Congelate anche le pretese erariali notificate negli ultimi 20 giorni “fatti salvi gli effetti prodottosi e i rapporti giuridici instauratisi” sugli atti notificati dal 1° Marzo scorso e fino alla data di entrata in vigore del decreto. L’obiettivo è di riprendere l’avvio ai lavori in modo lento e graduale, nel 2021 infatti l’Agenzia delle Entrate dovrebbe notificare il 56% delle cartelle esattoriali emesse.

La Lega chiede di più

Dopo una trattativa durata giorni, Mario Draghi si dice soddisfatto. Ma non nasconde la perplessità che lo aveva portato a rifiutare l’ipotesi di una sanatoria troppo larga. Il principale fautore della richiesta fu proprio Matteo Salvini, impegnato nei giorni scorsi nella redazione dell’accordo. Rimane contemplato però, come richiesto dalla Lega, il tetto massimo di 5000 €.

Compromessi

Salvini si dice pertanto soddisfatto del risultato: “L’obiettivo condiviso Draghi-Salvini è mettere ordine nella giungla delle cartelle esattoriali. L’accordo è che entro aprile, quello del 2021, arrivi una revisione del sistema generale delle riscossioni. Con l’azzeramento di decine di milioni di cartelle“, si legge nell’intervista rilasciata al Corriere della Sera.

C’è un accordo ai massimi livelli, frutto di giornate intere di lavoro e telefonate, che ha l’obiettivo di riportare a ragionevolezza il mastodontico magazzino giacente. Parliamo di 137 milioni di cartelle che riguardano 18 milioni di italiani: uno su tre. L’obiettivo è quello di cancellare il 90% di queste cartelle. Per la prima volta, nel decreto ci sono tre righe che impegnano a una riforma generale di quello che possiamo chiamare il sistema Equitalia: basta con i multati a vita”, spiega Salvini, nel decreto Sostegno “di certo, ci sono dei temi su cui ancora dovremo lavorare, e molto.”

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