Meloni Salvini Letta

Draghi raccoglie consensi grazie alla campagna vaccinale, ma gli scontri interni continuano. I punti di vista di: Meloni, Salvini e Letta

Il premier Mario Draghi si ritrova a fare i conti non solo con una pandemia ancora in corso e la conseguente pressione dovuta alla richiesta di una campagna vaccinale sempre più celere ed efficace, m anche con punti di vista e pretese totalmente discordanti. Niente di nuovo in effetti, ma le posizioni delineatesi all’interno del nuovo governo fanno ipotizzare scenari futuri interessanti.

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Le aspirazioni di Giorgia Meloni

Prima fra tutti, Giorgia Meloni, che come ospite a In mezz’ora in più su Rai 3, confida la sua più grande aspirazione: ‘Mi preparo a governare la nazione. Sono pronta a fare quello che gli italiani mi chiedono di fare comprendendone la responsabilità. Mi tremerebbero le mani, ma cosa farei a fare politica se non fossi pronta a confrontarmi con le sfide?‘. Una dichiarazione sicuramente studiata, forte dei consensi che continua a raccogliere con il tempo, soprattutto nel corso dello scorso anno in piena febbre da Covid. Aperture sì, aperture no, questo l’ago della bilancia, il vero punto nevralgico su cui spingere per far crescere la cerchia dei consensi e questo Giorgia Meloni lo sa bene.

L’intoppo però c’è e si chiama Mario Draghi. Rispetto agli inizi, il premier Draghi colleziona un alto indice di gradimento e consensi circa il 70%, rispetto al timido 50% del mese di aprile. Il fattore scatenante del suo successo è sicuramente dovuto alla campagna di vaccinazione contro il Covid, constatazione fatta anche da Giorgia Meloni. Gli italiani reagiscono positivamente alla risposta messa in atto da Mario Draghi per contrastare la diffusione del virus e i dati lo confermano.

La spalla Salvini

Cruciale in questo momento è la strada che Fratelli d’Italia e Lega decideranno di imboccare. Le aspirazioni di Giorgia Meloni volano dirette verso il leader della Lega, Matteo Slavini. Resterà da vedere se la trasformazione tanto vantata di leader più moderato, dal volto europeista e simbolo di una destra più moderna, sarà effettivamente supportata dai fatti. Qualora dovesse accadere, a Fdi spetterebbe il marchio di partito troppo estremista, rischiando così di essere messi in un angolo a guardare gli altri prendere sempre più posizione.

Letta e l’inconciliabilità dei pareri

Sul tema delle riaperture si giocano gli scontri più duri, conciliazione impossibile a riguardo anche secondo Letta: ‘Questo governo non potrà mai fare certe riforme come fisco e giustizia perchè Pd e 5 Stelle non troveranno mai la sintesi‘. Scontri destinati però, a finire e anche in fretta, visto che da qui a breve si darà il via alle riaperture, seppure in modo graduale.

Mario Draghi potrà, infatti, togliere la scena a tutti e, in parte, sembra averlo già fatto, prendendo le redini sulla questione scottante delle riaperture, così tanto dibattuta. Considerando il favorevole vento dei dati in calo rispetto a decessi e contagi, nella cabina di regia di oggi pomeriggio il premier punterà sulla riapertura graduale delle attività, pur nel rispetto della prudenza, già preannunciate da un coprifuoco alle 24 già dal 24 maggio e tra il primo e il 15 giugno aperture a domino.

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