Governo: Renzi, la Prima Repubblica e la morale inesistente

Matteo Renzi Elezioni

Un interessante discorso di Matteo Renzi in Aula al Senato paragona il Movimento 5 Stelle alla DC. Ma l’ex premier dimentica il Patto del Nazareno

Incomincia la partita vera. Quella tra i banchi di Camera e Senato. E il Partito Democratico instaura il suo nuovo status di “opposizione” tramite la parola di Matteo Renzi. Nel suo intervento, l’ex premier ha fatto allusioni sullo status da “prima Repubblica” del Movimento 5 Stelle.

Il Presidente del Consiglio dei Ministri non avrà la nostra fiducia ma avrà sempre il nostro rispetto. Lei con il giuramento è anche il nostro premier, e noi la rispetteremo in questa aula e fuori da questa aula.” dichiara Renzi, rivolgendosi a Conte.

L’ex premier poi prosegue: “Voi non siete il bipolarismo di domani, voi siete la coalizione di oggi e di domani. Altro che Terza Repubblica, continua la Prima. Lo stato siamo noi? Non sono d’accordo con la frase di Di Maio, perché è di Luigi XIV ma voi non siete lo Stato, siete il potere, siete l’establishment. E non avete più alibi rispetto a ciò che c’è da fare. Noi non vi faremo sconti.

Ma l’ex premier ha la memoria corta. Dimentica clamorosamente che lui per primo ha compiuto un atto da “Prima Repubblica”, con il Patto del Nazareno del 2014. E lì, l’atto è da considerare probabilmente ancora più grave, in quanto organizzato con una forza opposta come quella di Silvio Berlusconi.

Questo tentativo di “moralizzare” la politica risulta alquanto grottesco, soprattutto se a farlo è uno degli ex presidenti del Consiglio più controversi degli ultimi tempi. Colui che, pur di non perdere la leadership, è sceso a patti con il suo concorrente diretto. Colui che, nel suo Governo “in pectore” (quello Gentiloni) aveva promosso come ministro dell’Istruzione una signora nemmeno laureata e sul cui diploma piovono ancora sospetti. E chi più ne ha, più ne metta.

Matteo, sicuro di voler fare ancora la morale?