Green pass, Plf e i moduli da compilare prima di recarsi all’estero

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Green pass, quarantena, tamponi. Ogni paese ha le sue regole di ingresso: ecco tutto quello che c’è da sapere prima di recarsi all’estero

Paese che vai, usanza che trovi; anche al tempo del Covid-19. Da quando l’Unione Europea ha approvato le direttive per il Green Pass, nato per favorire la ripresa del turismo, tutti i Paesi si sono adeguati alla nuova modalità di controllo per semplificare notevolmente gli spostamenti all’interno dell’Area Schengen.

Tuttavia, dalla Grecia alla Spagna, dall’Italia alle Mauritius, ogni stato ha deciso di introdurre delle regole particolari a cui i turisti devono attenersi. Si tratta principalmente di un modulo da compilare in cui vengono inseriti vari dati, come quelli dell’aereo, del posto a sedere e dell’indirizzo in cui si trascorrerà il soggiorno, per facilitare l‘eventuale tracciamento in caso di contatti con soggetti positivi. Ogni paese ha le sue regole ed ha dato un nome diverso a questa dichiarazione (non sempre presente). Vediamo i dettagli.

Francia

In Francia, gli italiani possono entrare senza problemi qualora si sia completato il ciclo vaccinale da almeno 14 giorni. In assenza di green pass, si deve comunque esibire il certificato di vaccinazione altrimenti, chi entra sul suolo francese, deve osservare un periodo di quarantena obbligatoria di 10 giorni, sottoporsi a tampone al momento di arrivo o presentare un tampone molecolare o antigenico effettuato nelle ultime 48 ore.

Al rientro in Italia, è indispensabile compilare il PLF, passengers locator form, in cui si indicano i dati dove poter essere contattati in caso di necessità, e una green pass. Durante il soggiorno, bisogna avere il green pass per accedere a tutta una serie di eventi e manifestazioni, oltre che bar e ristoranti.

Spagna

La Spagna settimanalmente redige una serie di paesi ritenuti a rischio elevato. Nel caso dell’Italia, solo alcune regioni rientrano tra le più pericolose e chi proviene da qui deve necessariamente possedere il green pass. Inoltre, per entrare nel territorio iberico bisogna aver completato il ciclo vaccinale da 14 giorni. Entro le 48 ore prima della partenza, chiunque si rechi in Spagna deve compilare il form presente sul sito Spain Travel Health. Le regole da seguire una volta arrivati, dipendono da questo disposto dalle singole comunità autonome.

Germania

Chiunque entri in Germania per via aerea, indipendentemente dal Paese di provenienza, deve disporre, PRIMA dell’imbarco, di una documentazione che dimostri di essere vaccinato, guarito o di esser risultato negativo ad un tampone antigenico o molecolare (salvo limitatissime eccezioni previste dalla normativa). Tale obbligo non vale per i bambini sotto i 6 anni.
Per la normativa tedesca, si considerano “vaccinate” le persone che hanno completato il ciclo vaccinale da almeno 14 giorni (se hanno già contratto il Covid, basta la prima dose) e “guarite” quelle risultate positive ad un tampone non meno di 28 giorni e non più di 6 mesi prima.
Per le persone non vaccinate e non guarite, il tampone può essere antigenico (rapido) o molecolare (PCR) e deve essere effettuato nelle 48 ore precedenti l’ingresso in Germania (nel caso dell’antigenico) o nelle 72 ore precedenti (nel caso del molecolare PCR). La documentazione sulla vaccinazione, la guarigione o l’esito del tampone può essere scritta in italiano (oltre che in tedesco, inglese, francese e spagnolo).

Grecia

Similmente all’Italia, anche in Grecia bisogna compilare il PLF e certificare l’avvenuta vaccinazione, guarigione o tampone molecolare. Il modulo va compilato 24 ore prima della partenza e chi non è in possesso dei requisiti richiesti non potrà entrare su suolo ellenico. Lo stesso vale per chi arriva tramite via marittima, pubblica o privata. Inoltre, all’arrivo, il personale preposto si riserva la possibilità di effettuare tamponi rapidi a campione. Infine, per i locali al chiuso è richiesta la green pass, mentre all’aperto e per i minori di 11 anni, no.

Portogallo

L’imbarco dei passeggeri di voli in partenza dall’Italia con destinazione o scalo in Portogallo continentale è consentito solo dietro presentazione al vettore, al momento della partenza, della prova con esito negativo del test molecolare (TAAN) realizzato entro le 72h precedenti l’ora dell’imbarco o, in alternativa, del test antigenico (TRAg) con esito negativo realizzato nelle 48 ore precedenti l’ora dell’imbarco. I bambini di età inferiore ai 12 anni sono esenti dalla presentazione del suddetto test.
In alternativa, i passeggeri potranno presentare la Certificazione Digitale COVID UE, il green pass, attestante la somministrazione completa del ciclo vaccinale.

Croazia

I viaggiatori provenienti direttamente dagli stati membri dell’UE possono entrare in Croazia su presentazione del Certificato Digitale Covid UE in formato digitale o cartaceo.
Coloro i quali non siano in possesso di tale Certificato devono presentare, alternativamente, uno dei seguenti documenti:
– Test PCR negativo eseguito non oltre le 72 ore precedenti l’ingresso nel Paese;
– test antigenico rapido negativo (con uno dei metodi approvati dalla Commissione europea) effettuato non oltre le 48 ore precedenti l’ingresso nel Paese;
– certificato di vaccinazione rilasciato non oltre i 210 giorni precedenti l’ingresso in Croazia che attesti di aver ricevuto le  due dosi di vaccino.

Qualora impossibilitati a presentare uno dei suddetti certificati, i viaggiatori devono effettuare un tampone all’arrivo in Croazia ed osservare un autoisolamento fino al ricevimento dell’esito negativo. Nel caso in cui non sia possibile effettuare il tampone, è prevista la misura di autoisolamento di 10 giorni.
I bambini sotto i 12 anni accompagnati da un genitore/tutore sono esentati dal test o dall’autoisolamento se il genitore/tutore è in possesso di un certificato digitale Covid dell’UE.

Regno Unito

Ai viaggiatori in ingresso nel Regno Unito vengono richiesti i quattro seguenti adempimenti:
1)  presentare il risultato negativo di un test COVID-19 effettuato nei tre giorni precedenti il giorno della partenza e che soddisfi i parametri indicati dal Governo britannico.
L’obbligo di mostrare un test con risultato negativo si applica agli arrivi da tutto il mondo e include anche i viaggiatori in transito e quanti si rechino dal Regno Unito all’estero per viaggi di durata inferiore a 3 giorni (in quel caso, il test potrà essere effettuato prima della partenza dal Regno Unito e mostrato al rientro).
È richiesto che il risultato del test COVID-19 sia in lingua inglese, francese o spagnola e indichi, oltre all’esito negativo dell’esame, il nome del viaggiatore come indicato sul passaporto/carta d’identità, la data di nascita, la denominazione dell’esame effettuato e i recapiti del centro medico che lo ha effettuato.
2) compilare un FORMULARIO ONLINE (“travel locator form”) nei due giorni precedenti la partenza. Nel formulario viene richiesto un indirizzo specifico e un numero di telefono al quale i viaggiatori possano essere contattati.
3) osservare un isolamento cautelare di 10 giorni. Il luogo dove sara effettuata la quarantena (indirizzo privato o COVID hotel) varia a seconda del Paese di provenienza. Maggiori informazioni qui.
È possibile ridurre la quarantena a 5 giorni utilizzando l’opzione test-to-release (se non si giunge/si è transitato in uno dei paesi oggetto di “travel ban”) effettuando un test a pagamento il 5° giorno di auto isolamento.

Ucraina

Le Autorità ucraine hanno disposto che, a partire dal 2 giugno 2021, tutti i cittadini stranieri che intendano fare ingresso in Ucraina devono presentare uno dei seguenti documenti
– un documento che confermi l’avvenuta effettuazione di un ciclo completo di vaccinazione contro il COVID-19 con vaccini inclusi dall’OMS nella lista degli approvati per l’uso in situazioni di emergenza; oppure
– un test rapido per l’antigene SARS-CoV-2 (RAT) effettuato non più di 72 ore prima dell’ingresso; oppure
– un certificato di un risultato negativo del test PCR effettuato non più di 72 ore prima dell’ingresso.
 I suddetti documenti devono essere redatti in lingua inglese o essere accompagnati dalla traduzione in lingua inglese.
 Il test o  la vaccinazione non sono richiesti per i bambini sotto i 12 anni.
Devono, inoltre, essere in possesso di una polizza assicurativa sanitaria che preveda esplicitamente la copertura Covid-19 valida per l’intera durata del soggiorno nel Paese.

Per l’elenco completo delle nazioni, consultare il seguente link.

Guido Isacco
Giornalista pubblicista iscritto all'Ordine dei Giornalisti-Sezione Campania. Appassionato di scienza, arte e attualità. Collaboratore presso ZON.it, per il quale cura principalmente la rubrica HealthZon.

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Updated on 19 September 2021 - 11:58 11:58