Il Piccolo Principe approda al cinema

La storia del Piccolo Principe di Saint-Exupéry arriva nelle sale e si intreccia alla storia di una bambina costretta a diventare grande prima del tempo

Fra i molti libri consigliati per l’infanzia, uno in particolare è quello che tutti ricordano, quello che si odia dal primo momento oppure si ama, e quando accade ciò lo si ama per tutta la vita. Si tratta del Piccolo Principe, storia visionaria e simbolista dell’aviatore Antoine de Saint- Exupéry, che fu pubblicata per la prima volta il 6 aprile del 1943.

petitprinceclipitaliane-maxw-650Dopo quasi 73 anni durante i quali ha fatto sognare e ragionare milioni di lettori in tutto il mondo, Mark Osborne riporta nelle sale la storia del piccolo principe che abitava tutto solo sull’asteroide B-612 e che, durante un suo lungo viaggio, si imbatte proprio in un aviatore e gli chiede di disegnargli una pecora.
Il libro è una favola delicata e romantica che invita a riflettere sui fondamenti dell’essere umano, l’amore e l’amicizia e la cui massima principale è: non si vede bene che col cuore, l’essenziale è invisibile agli occhi.

Nel 2015 Osborne recupera questa storia e la aggancia alla vicenda di una bambina senza nome, figlia di una giovane mamma in carriera, il cui marito le ha lasciate per seguire la carriera. La mamma ha organizzato la vita della figlia al secondo, in ogni minimo particolare, tanto da non lasciarle il tempo di giocare o fare nuove amicizie. Lo scopo è quello di formarla per l’accademia Werth dove preparano i manager del futuro.

Il caso vuole che le due si trasferiscano nella casa accanto a quella di un anziano uomo piuttosto bizzarro ed ex aviatore, che subito incuriosisce la piccola con l’arte della narrazione e del gioco. È così che la bambina viene a conoscenza della storia del Piccolo Principe. Da quel giorno per tutta l’estate andrà a trovare il vecchio che ogni volta le consegnerà una pagina della storia con i disegni fatti da lui.

La piccola trascurerà i suoi doveri imposti dalla madre e si appassionerà alle vicende del principe, della sua rosa e del viaggio per tornare da lei.
Quando arriveranno al triste destino del principe e per giunta il vecchio aviatore sarà ricoverato in ospedale per un malore, la bambina partirà per andare a cercare il principe e riportarlo dal suo amico.

Questa seconda parte della storia è un altro film, distaccato da tutto quello che succede precedentemente e che riguarda il libro. Dal momento in cui la bambina parte per cercare il principe è come se partisse un altro film. I produttori e il regista, avrebbero potuto operare una scelta per la prima parte che affronta i temi del libro e il percorso di formazione della piccola, oppure raccontare della ricerca di un personaggio, il Piccolo Principe appunto che sembrava essersi perduto e che alla fine ritrova l’essenziale, il segreto di cui gli aveva fatto confidenza la volpe che egli aveva addomesticato.

A parte questa doppia valenza il film offre allo spettatore un viaggio nel passato, nella propria infanzia, un invito a ricordarsi del valore dell’amicizia e dell’amore, un percorso avventuroso e una grafica che è gioia per gli occhi con le musiche di Hans Zimmer a fare da accompagnamento emozionale.