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Indice Rt da 0,85 a 0,89. Sicilia e Sardegna verso la zona gialla, Calabria, Basilicata e Puglia verso la gialla. Sei Regioni a rischio moderato, 15 a rischio basso

L’Indice Rt nazionale aumenta da 0,85 a 0,89. Stando alla bozza del monitoraggio settimanale condotto da ISS e Ministero della Sanità si osserva un miglioramento generale della situazione in Italia. Tuttavia, ci sono sei Regioni e Province Autonome che hanno una classificazione del rischio ‘moderato’. Tra esse, la Calabria ha alte probabilità di passare a rischio ‘alto’ nelle prossime settimane. Altre 15 Regioni e Province Autonome hanno una classificazione del rischio ‘basso’. Sicilia, Sardegna e Valle D’Aosta dovrebbero passare in zona arancione, mentre Basilicata, Calabria e Puglia in zona gialla.

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Molise e Bolzano hanno un Indice Rt puntuale superiore ad 1, ma il limite inferiore è al di sotto. Tutte le altre Regioni hanno una trasmissibilità compatibile con uno scenatrio di tipo 1. Stando alle valutazioni di ISS e Ministero della Salute “è necessario continuare a ridurre il numero di casi anche attraverso le misure di mitigazione volte a ridurre la possibilità di aggregazione interpersonale e proseguire la campagna vaccinale per raggiungere rapidamente elevate coperture nella popolazione“.

Continua a calare l’incidenza dei casi

Il monitoraggio certifica che l’incidenza generale sia in costante calo: 127 per 100.000 abitanti rispetto a 146 per 100.000 abitanti della precedente settimana. Rimaniamo comunque ben lontani dalla soglia dei 50 casi ogni 100mila abitanti che permetterebbe di contenere efficacemente i nuovi casi. Per quanto concerne l’indice Rt: “si osserva per la seconda settimana consecutiva un lieve aumento della stima dell’indice di trasmissibilità Rt medio calcolato sui casi sintomatici, che tuttavia rimane al di sotto della soglia epidemica“. Il rapporto indica che nel periodo 14-27 Aprile l’Indice Rt medio calcolato sui casi sintomatici sia 0,89, con un range 0,85-0,91. C’è un lieve aumento, ma anche il limite superiore rimane al di sotto di 1 per adesso.

La pressione sui servizi ospedalieri è in diminuzione sebbene rimanga ancora oltre la soglia critica in alcune Regioni e province autonome” rilevano gli esperti. Il tasso di occupazione in terapia intensiva a livello nazionale è sotto la soglia critica e si attesta al 27%. Cala il numero di ricoverati sia in terapia intensiva che ordinari, sebbene il decremento non sia niente di esagerato: da 20.312 (27 aprile) a 18.176 (4 maggio). Nel complesso abbiamo una situazione in lento miglioramento, troppo lento secondo il parere degli esperti: c’è il rischio che le riaperture possano ribaltare nuovamente le carte in tavola. La campagna di immunizzazione procede ancora troppo lentamente per stare al passo con riaperture generalizzate e assembramenti.

A tal proposito, sembra che si stia finalmente procedendo verso la rimozione, seppur temporanea, dei brevetti sui vaccini, proprio per stimolare positivamente una vaccinazione a livello globale

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