Inghilterra: chi prenderà il posto di Theresa May dopo la Brexit?

Brexit Theresa May
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I pronostici per sostituire Theresa May post-Brexit danno per favorito Boris Johnson. Ma vi sono almeno altri due rivali che potrebbero scavalcarlo

Un’epoca è finita. Theresa May ha abdicato, e per la prima volta in assoluto i Tories, conservatori inglesi, si ritrovano senza la propria guida in corso d’opera. Come se non bastasse, sulle loro teste pende la scure della Brexit e della rapida ascesa del sovranista Nigel Farage, che promette di fare loro carne da macello. Da giovedì fino alla fine di Luglio i conservatori d’Inghilterra saranno impegnati nella ricerca del successore ufficiale dell’ex primo ministro.

Theresa May si è ormai dimessa venerdì scorso, decadendo di fatto quindi anche da prima ministra. Nel sistema britannico, infatti, il capo del partito di maggioranza in Parlamento è automaticamente il primo ministro del paese. May è stata costretta a lasciare l’incarico. Per molti mesi aveva tentato di convincere il Parlamento inglese ad approvare la maledetta Brexit, senza, però, riuscirci. Questi ripetuti fallimenti le sono costati la fiducia da parte del Parlamento inglese. Le sue dimissioni hanno aperto la fase di selezione di un nuovo leader, e una volta che sarà stato eletto rimarranno solo le formalità.

May offrirà le sue dimissioni da prima ministra alla Regina, che nominerà il suo successore. La vera partita politica si gioca tutta ora. Tra i vari possibili successori alla figura di leader dei Conservatori vi sono tanti candidati, tra cui almeno tre che sono favoriti sugli altri. Boris Johnson, Michael Gove e Jeremy Hunt sono in assoluto coloro che, con più facilità, saliranno alla guida dei Tories al posto della prima ministra. Ma attenzione, però. La partita non è ancora finita, perché ad insidiare la loro possibile leadership vi sono anche altri candidati che potrebbero minacciare una leadership, quella dei conservatori, che sembrerebbe ai più scontata. Vediamoli uno ad uno.

Boris Johnson

Inutile nasconderlo: è lui il favorito successore di Theresa May. È molto conosciuto in tutto il mondo, anche se spesso si parla di lui più per le sue gaffe, per le sue stranezze e per le grosse bugie che ha raccontato nella vita.

Nonostante ciò, è il politico che è arrivato con il maggior numero di approvazioni nello stesso Partito Conservatore. Soprattutto, è colui che ha le posizioni più radicali sulla Brexit. Johnson, infatti, vorrebbe abbandonare del tutto ogni accordo con l’UE. Proprio per questo, avrebbe il pieno appoggio anche di Nigel Farage e del suo gruppo euro-scettico.

Michael Gove

In seconda posizione si piazza lui, Michael Gove. È un politico Conservatore considerato abile e molto bravo nei dibattiti. È stato ministro di quasi qualunque cosa negli ultimi governi Conservatori (tra cui quello di Theresa May) e ne è sempre uscito discretamente bene.

C’è però una macchia. La sua campagna elettorale si è inceppata ancora prima del primo evento ufficiale quando ha dovuto ammettere che in passato aveva fatto uso di cocaina. Un doloroso passato che potrebbe pesare tantissimo in sede di scelta.

Jeremy Hunt

Ecco il terzo gradino del podio. Subito dopo i primi due c’è Jeremy Hunt, come un falco che aspetta la sua preda. Politico apprezzato e stimato, non ha nemmeno lontanamente la popolarità di Johnson o il suo carisma, nel bene o nel male. Soprattutto alla luce delle sue posizioni moderate sulla Brexit.

Uscire dall’Unione Europea senza un accordo tutelare, per lui, sarebbe davvero un disastro per l’intera Gran Bretagna. E quindi è favorevole a sedersi un tavolo con Bruxelles e cercare di riparare quanti più danni possibili.

La sua candidatura ha beneficiato dei guai di Gove e del sostegno di due importanti ministre Conservatrici, Amber Rudd e Penny Mordaunt. Ma, comunque, resta ancora sullo sfondo e non è accreditato come il principale rivale.

Gli altri

Non vi sono solo loro tre, però, a fare da possibili deus ex machina dei Conservatori. Sebbene Johnson resti il favorito a pieno titolo, vi sono anche altri che tramano nell’ombra per prendere la guida del Partito.

Il primo è sicuramente Dominic Raab. Quest’ultimo è stato il principale attore della Brexit (nonché il ministro designato) e, sebbene non abbia fatto una grande figura, gode comunque di ottima stima.

Anche Matt Hancock si è fatto notare in sede elettorale. Durante un suo intervento in campagna, le luci non hanno funzionato bene e lui ha parlato molto del bisogno di aggiungere “emotività” alla politica: a qualcuno è piaciuto e a qualcuno no. Vedremo.

Sicuramente, ad oggi, Boris Johnson resta il favorito. Ma occhio alle insidie.