Johnson&Johnson, coronavirus

In Israele si tenta il ritorno ad una parziale normalità con la riapertura di gran parte delle attività commerciali. Corsa al “Green Passport”

Dopo il successo della campagna vaccinale Israele sta lentamente allentando le restrizioni e si avvia ad una riapertura. Negozi di strada, centri commerciali, mercati all’aperto, musei e librerie sono aperti a tutti gli israeliani, mentre solo chi ha il “Green Passport” può accedere alle palestre, agli eventi culturali e sportivi, agli hotel e alle piscine. Per queste attività sarà infatti necessario il possesso del lasciapassare. Si tratta di un documento digitale valido sei mesi che identifica i loro dati con un QR Code. Per ottenerlo è necessario scaricare un’applicazione che è stata lanciata in settimana dal Ministero della Salute. Nella giornata di ieri però l’app è andata in tilt. Il sistema online è andato down poche ore prima della prevista attivazione, spingendo il ministero della Salute a invitare i cittadini a usare al suo posto il certificato di avvenuta vaccinazione. “C’è stato un sovraccarico”, ha dichiarato, “ma decine di migliaia di persone hanno già avuto il loro Green Pass”.

Potrebbe interessarti:

Israele finora ha messo in atto la migliore e più rapida campagna di vaccinazione al mondo: oltre il 49% della popolazione ha ricevuto almeno una dose del vaccino Pfizer e quasi 2,9 milioni di abitanti hanno già ricevuto la seconda. Il ministero della Sanità ha diffuso dati – relativi al 13 febbraio – incoraggianti sugli effetti del vaccino su chi ha ricevuto 2 dosi. Nel 98,9% – ha detto – previene le forme gravi della malattia e nel 95,8% anche l’infezione stessa.

Letture Consigliate