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Delle dichiarazioni fatte alla ABC da parte di Joe Biden rischiano di scatenare l’ira di Vladimir Putin. E lo ha accusato per le elezioni

Un’intervista potrebbe scatenare un vero e proprio putiferio in tutto il mondo. Ancora una volta, America e Russia dimostrano di non sopportarsi e di vivere una vera e propria convivenza forzata. Mai, però, nessuno si era spinto a tanto come ha fatto Joe Biden oggi. Ad una domanda del giornalista George Stephanopoulos di ABC, molto pungente, per dire la verità, il presidente degli Stati Uniti non le ha mandate a dire e ha cominciato a sparlare del collega russo Vladimir Putin.

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Sì, lo penso, penso che sia un killer. Pagherà un prezzo per aver tentato di influenzare le elezioni presidenziali del 2020.” Dichiarazioni brevi, dunque. Ma fortissime, che non lasciano spazio ad altri dubbi: il clima tra USA e Russia è tra i più infuocati in assoluto. E non è un caso che, subito, il Paese russo non ha lasciato andare la cosa e ha contrattaccato l’America, in uno scambio di colpi assolutamente poco felice.

Gli attacchi contro Putin sono attacchi contro il nostro Paese. Biden con la sua dichiarazione ha offeso i cittadini del nostro Paese, è un’isteria causata dall’impotenza.” ha dichiarato il presidente della Duma, Viaceslav Volodin. Parole di fuoco queste sulla direttrice Washington-Mosca, che arrivano nel momento in cui il nuovo duello geopolitico tra USA e Russia sembrerebbe essersi spostato sul campo del vaccino anti-Covid. Sì, perché quasi sicuramente è quello il vero obiettivo di Biden: quello di destabilizzare il suo più grande rivale nella corsa alla prima super-potenza mondiale.

Cambia il modo, non il risultato

Il tutto parte dalla volontà, da parte degli stessi USA e di Joe Biden, di sanzionare la Russia per il caso Navalny. Una decisione presa, non dimentichiamo, in cooperazione con l’Unione Europea, che di fatto, in virtù anche della NATO, ha sancito una nuova alleanza con il Paese americano, che ora sembra più forte che mai. Dietro questa forte decisione, si nascondono in realtà tre messaggi di forte simbolismo politico, piuttosto che di reale efficacia effettiva. Il primo è che la linea di Biden verso Mosca è ben diversa da quella dei suoi predecessori. Non soltanto rispetto all’approccio condiscendente, ai limiti della complicità (almeno nella fase iniziale), di Donald Trump. Ma anche rispetto all’indirizzo dei precedenti mandati di Barack Obama.

Infatti, questo clima di Guerra Fredda tra USA e Russia non si respirava da un bel po’, e le due superpotenze mondiali sembrano essersi spostate su un altro territorio “di punta“: quello dei vaccini. Non ci vuole molto a capire che il fatto che lo Sputnik (così come anche la Cina) sia una brutta pagina del soft power americano, che in sostanza si prefissa l’obiettivo di distruggere la campagna di distribuzione del Paese europeo. Questo perché sa benissimo che, in questo modo, si andrebbe nettamente a ridimensionare il potere decisionale della stessa America nell’ambito mondiale, che verrebbe così ridimensionata mettendo in evidenza anche un’ipocrisia di fondo sul sistema sanitario.

Una guerra contro il mondo, e nonostante le evidenze. Ed ecco che anche l’Europa diventa importante, data la sua possibile tendenza ad utilizzare lo Sputnik. Una tendenza che incrinerebbe di fatto i rapporti con la NATO. Dunque, a questo punto, viene da dire che più che una guerra geo-politica, si sta combattendo una guerra contro la salute delle persone. Non è un bene né per il presente né in prospettiva. E le dichiarazioni shock su Vladimir Putin da parte di Joe Biden sicuramente non fanno che alimentare sospetti e dubbi che, di questi tempi, non servono assolutamente.

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