Junker e la lezione che non si impara mai



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Junker ed il mea culpa sull’austerity. Il più grande autogoal della storia nelle parole del presidente della Commissione europea

Non è la prima volta.

E sicuramente non sarà l’ultima.

Dopo i mea culpa sull’austerity di Sebastian Kurz qualche mese fa, adesso è il turno di Jean-Claude Juncker, Presidente della Commissione UE.

Con la frase “Non siamo stati sufficientemente solidali con la Grecia e con i greci”, durante la celebrazione dei vent’anni dell’euro, l’ex Primo Ministro del Lussemburgo ha esternato una delle più grandi prese di posizione con pesanti conseguenze politiche.

In sostanza, il dietrofront di uno dei paladini dell’austery non solo travolgerà l’ala europeista – popolare o socialista che sia – ma rischia anche di essere uno dei più grandi autogoal della storia.

Andando per ordine – e tenendo ben presenti le parole di Junker – la dichiarazione potrebbe, date le imminenti Elezioni Europee, stravolgere l’assetto UE tanto elettoralmente quanto politicamente.

Dal punto di vista elettorale questo passo di lato – perchè di tale si tratta date le posizioni esternate fino a qualche settimana fa – potrebbe avere il merito di far arretrare elettoralmente l’assetto popolar – socialista dalle istituzioni sovrannazionali.

Rinnegare tutto ciò che si è fatto negli ultimi anni – addolorandosi solamente in un secondo momento di quanto generato a causa di una detereminata modo di vedere – scusandosi, quasi ingenuamente, dei danni fatti rappresenta proprio ciò che si sarebbe dovuto evitare per guadagnare nuovo elettorato.

Infatti, il mea culpa di oggi potrebbe avere l’effetto boomerang, allontanando ancor di più sia gli storici elettori che i possibili nuovi seguaci.

Se ciò fosse vero potrebbe facilmente prendere generarsi un processo di autodistruzione dell’autorità sovranazionale.

Un’eccessiva virata a destra, difatti, rischierebbe di avvantaggiare sempre di più i singoli Stati Nazionali – a scapito della coesione europea – e generare un’ Unione sempre più sterile ed inconsistente.

In sintesi, le parole di Junker potrebbero facilmente aver scatenato un processo opposto a quello presente nelle iniziali intenzioni dell’ex Premier lussemburghese.

Con le dirette conseguenze dirette distanti solamente pochi mesi.

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